Scuola, la protesta si sposta al Ricci

VIGEVANO Si spegne la protesta alla scuola elementare Vidari, ma si apre un nuovo fronte alla scuola Ricci. La soppressione di una delle quattro prime del Vidari, dopo la protesta dei genitori, per la presenza di 17 alunni stranieri e 6 italiani, ha comportato il coinvolgimento della Ricci. La soluzione ideata sabato dalla giunta del II circolo scolastico è quella di togliere una delle quattro prime del Vidari e creare una terza sezione alla Ricci, che ne aveva due. Il dirigente Desiderio Castellano ha detto che non era riuscito ancora, per i tempi stretti, ad avvertire i genitori della scuola Ricci, ma che le insegnanti erano d'accordo. Le maestre della Ricci, però, non hanno sorriso alla soluzione proposta. A noi è stato detto che la decisione era stata presa dall'alto, dall'Ufficio scolastico provinciale – spiega Marisa Caffù, coordinatrice delle maestre dell'elementare Ricci – ma è una decisione che abbiamo subìto. Il problema non è ricevere gli alunni stranieri dal Vidari, perché è giusto aiutare l'altra scuola, ma dobbiamo creare una terza sezione alla Ricci, che non può essere composta solo da alunni stranieri. Per questa ragione a me e alla collega dell'altra sezione è stato chiesto di "cedere" 7 bambini italiani alla nuova sezione e di ricevere 7 bambini stranieri. Marisa Caffù sostiene che c'era tutto il tempo per studiare una soluzione nei mesi scorsi perché le iscrizioni arrivano a febbraio, e a luglio il quadro è completo: non si può arrivare all'inizio della scuola e con gli elenchi già pubblicati a stravolgere le classi. I tabelloni con le sezioni sono stati esposti il 5 settembre e al Vidari è scoppiata la rivolta dei genitori. Domani(oggi per chi legge, ndr) – continua la maestra – chi dirà alle 14 famiglie italiane della scuola Ricci, che avevano già visto i loro bambini inseriti nelle due sezioni, che devono spostarsi nella terza? E con quale criterio verranno selezionati gli alunni che dovranno lasciare le sezioni già assegnate? I bambini non sono numeri. Molte famiglie hanno scelto la nostra scuola perché è piccola e tranquilla, ma non abbiamo gli spazi per un'altra sezione, non abbiamo mense, non abbiamo palestre, abbiamo aule di 6 metri per 6. La maestra spiega di aver coinvolto il sindaco: Chiediamo di aprire un tavolo di confronto con il Comune, perché serve una soluzione vera. Non si può creare una scuola ghetto e gli alunni stranieri vanno distribuiti in tutte le scuole della città.(d.a.)