Pieve Emanuele, giù le torri ex Enpam Ora case e negozi

di Anna Ghezzi wPIEVE EMANUELE Finalmente. Il sindaco di Pieve Emanuele Rocco Pinto, ieri, non smetteva di pronunciare ad alta voce quella sensazione di liberazione provata quando i 100 chili di gelatina esplosiva piazzata sui primi tre piani delle due torri di via dei Tulipani, le hanno fatte crollare in una nuvola di polvere dall'odore acre. Cadute all'indietro alle 14.38 in un boato che ha fatto tremare le case – le più vicine sono a 200 metri –, su un letto di macerie preparate per attutire impatto e vibrazioni, mentre i cannoni, quattro per palazzina, vaporizzavano acqua da ieri mattina per limitare la creazione di polveri nel crollo. Nell'area ex Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e odontoiatri) costruita da Inefim di Pasquale Ligresti nel 1983 (e conosciuta come zona di via delle Rose), ora sorgerà un quartiere per 2mila persone: 706 alloggi, 375 di edilizia residenziale pubblica, 185 convenzionati e 146 sul libero mercato. Oltre duecento i volontari della Protezione civile dispiegati per la gestione della demolizione coordinati da Graziano Cireddu, mentre la Croce verde Apm di Corsico vigilava su malori e attacchi di panico: nonostante il servizio di psicologi, i residenti più impauriti si sono allontanati nelle prime ore della mattinata. Bloccato tutto nell'arco di 300 metri, provinciale compresa: fino al tardo pomeriggio auto deviate verso Opera. L'area ex Enpam comprende 12 immobili abbandonati su 200 mila metri quadrati. Ligresti costruì 900 alloggi che, invece di essere riservati alle famiglie dei dipendenti delle aziende vicine come da convenzione, vennero buttati sul mercato libero. E, una volta rimasti vuoti, si trasformarono in un buco nero del paese tra degrado e abusivismo: Nelle scorse settimane sono stati fatti sette arresti – afferma il sindaco –. È stato portato via tutto negli anni, dai vetri al rame. Pieve rinascerà, ha affermato l'assessore regionale alla casa Domenico Zambetti. Un progetto da 170 milioni di euro di cui 36,5 di Regione e 24 di Aler M ilano: sarà realizzato un sottopasso lungo la provinciale 28, una centrale di cogenerazione, negozi, uffici, una scuola, un parco e un centro ricreativo. Oggi saranno abbattute altre due palazzine: Le macerie saranno lavorate sul posto e utilizzate nei futuri cantieri, spiega Riccardo Rossi, responsabile della Armofer di Siziano che ha curato la demolizione controllata. Nella primavera 2012 saranno demolite altre 3 torri – aggiunge Simona Trapletti, Infrastrutture lombarde – , l'avvio dei lavori di costruzione degli edifici Erp sarà nella primavera 2013 e dovranno terminare nel 2015 insieme ai negozi. Il resto dovrebbe essere concluso a metà 2018. ©RIPRODUZIONE RISERVATA