« Italia umiliata, il governo se ne vada»
PESARO Via il premier e governo di transizione, chiede Bersani a Pesaro. Passo indietro anche dell'opposizione e "patto di fine legislatura", rilancia Casini da Chianciano. L'opposizione dialoga a distanza sulle prossime mosse politiche. La sfida di Bersani. Berlusconi deve togliersi di lì o ci porterà a fondo. Esplode la piazza del Partito democratico, quando Pier Luigi Bersani pronuncia queste parole. Il segretario posiziona il suo partito in prima fila nelle ore della crisi e ribadisce la disponibilità a un governo di transizione. Ma, visto che non si può andare avanti così fino al 2013, invoca le urne, nel caso in cui il Cavaliere non si facesse da parte. E intanto tuona contro una manovra che non può metterci fuori dai guai e annuncia una manifestazione nazionale per la svolta il 5 novembre a Roma. Siamo diventati lo strapuntino dell'Europa e del mondo, è l'accusa che il leader del Pd muove a Berlusconi e Lega. Ci hanno portato, tuona, a pochi passi dal precipizio. Il governo, dice chiaro e forte il segretario, ha mentito agli italiani e vuole sopravvivere truccando le carte senza avere più i numeri nè la forza per governare. Poi la questione morale. L'onestà e trasparenza della politica, ammette il segretario del Pd, è un impegno che riguarda anche noi. Ma se le critiche le accettiamo, avverte Bersani, che non cita mai Filippo Penati, l'aggressione no. E ai teoremi assurdi e al tentativo di metterci nel mucchio il Pd reagirà con le denunce. Il patto di Casini. Un passo indietro del premier, ma anche dell'opposizione per concordare insieme un'agenda di fine legislatura in uno sforzo di pacificazione che eviti la rovina dell'Italia. È la via di uscita che Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, indica a Berlusconi ma anche a tutta l'opposizione chiamata alla formazione di un esecutivo politico che metta in campo le migliori energie del paese, perchè chiedere le dimissioni del premier non basta più. Casini parla alla platea dei centristi, riuniti per la Festa annuale del partito a Chianciano, e chiede a tutti una prova speciale di responsabilità: L'opposione è ad un bivio - dice - o si preoccupa solo della propria anima o salva l'Italia, il Paese è in pericolo. In atto non c'e un assalto finale al premier, ma all'Italia e la politica tutta rischia il discredito. Ma maggioranza e opposizione insieme non bastano se non ci sarà un coinvolgimento della società civile: non l'evocazione di uomini della provvidenza ma la chiamata al lavoro di personalità già sperimentate a livello europeo che siano garanzia per i mercati, gli investitori e i nostri partners comunitari di un'Italia che finalmente vuol fare sul serio.