IL CASO »PROTESTA ALLE ELEMENTARI

di Lorella Gualco e Denis Artioli wVIGEVANO Troppi bambini stranieri sui banchi del Vidari. Alla vigilia dell'inizio delle lezioni scoppia la rivolta di genitori e insegnanti nella scuola elementare di via Diaz, istituto del centro storico che tradizionalmente ha sempre retto il primo impatto di tutte le ondate migratorie. Alcuni genitori hanno già trasferito i figli in un altro istituto e altri potrebbero prendere la stessa decisione, senza contare che 44 famiglie che, per residenza, avrebbero dovuto portare i figli al Vidari avevano già iscritto i bambini altrove, molti sapendo che avrebbero trovato gli elenchi pieni di nomi stranieri. Una mamma ha addirittura cancellato con il pennarello il nome della figlia all'esposizione dei tabelloni. Anche i docenti però sono pronti a mobilitarsi. Qualche maestra ha proposto lunedì, primo giorno di scuola, di non entrare in classe subito ma di fermarsi nel cortile con i bimbi proponendo giochi e didattica all'aperto. Il caso è scoppiato una volta resa nota la suddivisione in classi. Su 80 bambini iscritti in prima elementare, 50 sono stranieri. In una sezione gli alunni provenienti dall'estero sono 17 e gli italiani 6, di cui tre già trasferiti in un'altra scuola. Una situazione che ha acceso il confronto nella riunione tra il dirigente scolastico Desiderio Castellano e gli insegnanti. Alcuni docenti hanno espresso senza mezzi termini le loro lamentele. La sindacalista della Cisl Elena Maga ha portato il problema all'attenzione dell'ufficio scolastico provinciale. Ieri Castellano ha incontrato il dirigente provinciale Giuseppe Bonelli. Il punto fermo è però quello di evitare la formazioni di classi composte esclusivamente da stranieri. La soluzione potrebbe essere una redistribuzione degli alunni anche in altri istituti dello stesso circolo didattico in modo da riequilibrare il rapporto tra le diverse nazionalità. Il preside ha la sua autonomia – afferma il dirigente provinciale Bonelli –. E' categoricamente esclusa però la creazione di classi composte soltanto da alunni stranieri. Qualcuno avrebbe proposto anche di proibire ai genitori italiani di trasferire i loro figli in altre scuole. Impossibile – conclude Bonelli – perchè quello è un diritto delle famiglie. Il preside è impegnato a trovare una soluzione che passerà attraverso il confronto in consiglio d'istituto. E' vero che ci sono classi con troppi stranieri – conferma Castellano – ma non è un problema di oggi, è un dato di fatto che si è progressivamente affermato negli ultimi anni e abbiamo insegnanti capaci e preparati per affrontare queste situazioni. Da parte nostra garantiremo la massima disponibilità per risolvere il problema senza penalizzare nè discriminare nessuno. Il problema sollevato da alcuni colleghi – spiega un insegnante – è proprio quello di evitare le classi-ghetto dove non ci sarebbe integrazione nè per gli stranieri nè per gli italiani. Abbiamo sempre accolto alunni provenienti da paesi diversi che arrivano anche ad anno iniziato e non conoscono una parola di italiano. Quindi, sia chiaro, non vorrei si dicesse che i docenti del Vidari non accettano i bambini stranieri, i docenti vogliono solo un riequilibrio nelle classi.Ùna mamma dice: Tutti sanno che al Vidari vengono iscritti molti stranieri e le famiglie italiane che dovrebbero portare lì i figli per stradario, li iscrivono in altre scuole, in particolare al Don Milani che avrà classi da 28 bambini. Così al Vidari si sbilancia il rapporto numerico tra italiani e stranieri, anche se la maggior parte di loro è nata qui e parla l'italiano. Se il Comune non cambia lo stradario, il Vidari rischia di diventare una scuola ghetto.