«Lo Chalet raddoppierà» Certosa, piano nel mirino
Niente allacciamento per le colonnine (nella foto) attivate in piazza per le bancarelle. Colpa di Enel, accusa il Comune, che si scaglia contro la società per la mancata attivazione. Nonostante il pagamento già da mesi dell'allacciamento – accusa il sindaco Angelo Cobianchi –. L'amministrazione ha da mesi installato le postazioni, come previsto dall'attuale normativa sulla sicurezza. Manca solo Enel. Ma, nonostante le decine di telefonate e fax, nessuno si degna di comunicarci il perchè di questo ritardo. Oltrettutto incombe la fiera di ottobre, prevista per la prima settimana del mese prossimo. Il rischio è di non avere gli impianti in regola e di essere costretti, ancora una volta, a allacciamenti estemporanei con prese volanti per avere energia elettrica conclude Cobianchi. CERTOSA E' previsto il raddoppio della volumetria esistente in una zona di pregio monumentale dove i vincoli sono di assoluta inedificabilità: per l'opposizione, il progetto di ampliamento dello Chalet della Certosa, il ristorante che dista trecento metri dal monumento, prevede la costruzione di due nuovi corpi sulla parte opposta rispetto al piazzale e dove ora si trovano piccole tettoie la realizzazione di due nuovi piani, oltre alla mansarda, ma il "sopralzo" per recuperare il sottotetto è previsto anche dove ora non c'è. Se l'assessore all'urbanistica Gabriella Massolini precisa che dalla bozza progettuale presentata in Comune, solo per conoscenza, non risulta nessun raddoppio della volumetria, dalla Sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici fanno sapere che l'ampliamento dev'essere compatibile con il contesto. Il nostro compito non è quello di stabilire i vincoli sulla volumetria – spiega l'architetto Paolo Savio - possiamo chiedere di ridurli se l'ampliamento determina danni in una zona che è di rispetto al monumento. Ma secondo i consiglieri di opposizione Giorgio Gianini, Massimiliano Cozzi e Giulio Cremaschi, non solo verrà raddoppiata la volumetria, ma la struttura sarà anche alzata. Il progetto va bocciato – sostiene Gianini – non rispetta la normativa prevista nel Prg. Inoltre nessuna delle attività commerciali della zona ha mai avuto questi privilegi. E' duro l'attacco dell'opposizione che domanda quali siano gli accordi già presi con l'operatore, e parla di un progetto inviato alla Soprintendenza, senza che prima fossero seguite le necessarie verifiche di conformità al Prg. E chiede alla giunta Petrini di porre regole chiare che escludano la possibilità di trasformare l'albergo in motel. Una possibilità, secondo la minoranza, che non va esclusa, visto che ci inquieta che il signor Primo Costa, proprietario dello Chalet, sia anche amministratore unico della società proprietaria del Motel Primo di Casei Gerola, come risulta da documenti pubblici e ufficiali. Un motel a ore che si affaccia sull'abbazia – afferma Gianini - sarebbe un danno irreparabile all'immagine e al turismo di Certosa. A non essere preoccupata è invece l'amministrazione comunale, convinta che davanti al monumento non nascerà un motel. E l'assessore Massolini spiega: Sarà la Sovrintendenza a dare un primo parere all'intervento, mentre l'amministrazione si esprimerà in un secondo tempo e solo quando verrà presentato il progetto definitivo. Sappiamo bene che il Prg vigente non consente alcun ampliamento, ma presto sarà adottato il nuovo Piano di governo del territorio che comunque prevede precise cautele. Stefania Prato