Berlusconi ora ha paura della trappola

di Gabriele Rizzardi wROMA Ossessionato dalle inchieste giudiziarie che lo riguardano e preoccupato dalle intercettazioni imbarazzanti che potrebbero essere pubblicate nei prossimi giorni, Silvio Berlusconi teme trappoloni, pensa al dopo Pdl e guarda con sospetto alle manovre concentriche che potrebbero creare le condizioni per un governo di larghe intese. Il clima che si respira dentro palazzo Chigi non è dei migliori e Gianni Letta lo ammette senza giri di parole: Il momento che attraversiamo ci vede vivere settimane difficili e amare.... A creare tensione ieri ci si è messo anche il leghista Roberto Castelli che si è chiesto perchè nel maxiemendamento alla manovra sia stata inserita una disposizione che esonera dal taglio delle indennità previsto per tutti gli organi costituzionali i super boiardi della Corte Costituzionale e della presidenza della Repubblica. Gelida la risposta del Colle: Il Qurinale è estraneo alla norma contenuta nel maxiemendamento. Quanto al Cavaliere, ciò che teme non sono le critiche delle opposizioni ma i malpancisti, gli scajoliani, i frondisti del Pdl e soprattutto i maroniani (una trentina di deputati) che non hanno partecipato alle trattative per la riscrittura della manovra economica e potrebbero riservare brutte sorprese quando il decreto arriverà a Montecitorio. Ed è soprattutto per questa ragione che Berlusconi ha deciso di blindare la manovra con il voto di fiducia. Ma il colpo più pesante, per il premier è quello che gli ha riservato Giuseppe Pisanu. Con una intervista a Repubblica, il fondatore di Forza Italia, ex ministro dell'Interno e attuale presidente della commissione Antimafia, chiede a Berlusconi di fare un passo indietro e, seppure indirettamente, fa sapere a Giorgio Napolitano che in questo momento ci sono le condizioni per fare un governo di larghe intese. Un governo che potrebbe nascere da un patto di fine legislatura tra tutti gli uomini di buona volontà con l'appoggio del Pdl e del Pd e con un presidente del consiglio dotato di credito internazionale. Fantapolitica? I fedelissimi del premier bocciano con toni sprezzanti la proposta. Osvaldo Napoli si chiede polemicamente cosa rappresenti Pisanu nel Pdl mentre Capezzone vede solo manovre di Palazzo, Franco Frattini spiega che quella delle larghe intese è un ipotesi che il metodo democratico non prevede, Ignazio la Russa invita Pisanu a rassegnarsi e Fabrizio Cicchitto assicura che le larghe intese non sono una soluzione: Sembra la via più facile ma si tratta o di illusioni o di manovre politiche tutt'altro che al di sopra delle parti. Esattamente il contrario di quel che sostengono Pd e Terzo Polo. Il sì più convinto è quello del centrista Lorenzo Cesa, che apprezza il coraggio dimostrato da Pisanu e va a testa bassa contro il Cavaliere: Se Berlusconi ama questo Paese, si deve dimettere. Ma l'ok arriva anche dal Fli e dal Pd. Luciano Violante è il più cauto e definisce un po' superfluo il governo delle larghe intese. Rosy Bindi chiede invece a Napolitano di indicare un nome per la guida di un governo che affronti la gravissima crisi economica mentre Massimo D'Alema spiega al Tg3 che un governo di responsabilità nazionale è una necessità per il paese: Il governo è completamente incapace di assumere le responsabilità necessarie e Pisanu ha dato voce al buon senso. Di Pietro e la sinistra radicale, che difficilmente farebbero parte di un governo di larghe intese, bocciano la proposta e spiegano che la strada maestra per liberarsi di Berlusconi è quella che passa per libere e democratiche elezioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA