Altra giornata di passione per Borse e titoli pubblici

di Andrea Di Stefano wMILANO La paura della nuova recessione, oltre alla crisi del debito sovrano europeo con lo spread, non solo italiano, fuori controllo nonostante gli interventi della Bce, ha messo letteralmente a tappeto le Borse di tutta Europa e Wall Street. Piazza Affari ancora una volta è risultata la peggiore del Vecchio Continente con una flessione dell'1,98%, mentre Parigi ha chiuso in ribasso dell'1,13% e Francoforte dell'1%. Le vendite sui mercati si sono accentuate dopo un mini-recupero intorno alle 16, seguito all'indice Ism non manifatturiero degli Stati Uniti ad agosto (migliore delle attese). A conferma dei timori recessivi il rendimento del titolo pubblico Usa decennale ha toccato in mattinata il minimo da 50 anni all'1,911%. I mercati risentono delle indicazioni di un report degli analisti della principale banca mondiale, Hsbc, che stimano un calo delle prospettive di crescita dell'economia globale nei prossimi due anni indicando, peraltro, che eventuali misure di sostegno avrebbero effetti limitati. Nel dettaglio gli esperti della banca britannica (la prima in Europa per capitalizzazione) stimano che l'economia globale crescerà del 2,6% nel 2011 e del 2,8% nel 2012, in netto calo rispetto alle precedenti stime (che risalgono a giugno) che proiettavano il Pil globale rispettivamente al 3% e al 3,4%. In una nota inviata ieri ai principali clienti gli analisti Stephen King e Madhur Jha hanno pesantemente ridotto le stime di crescita dell'area euro e degli Stati Uniti indicando che l'idea di una sana ripresa economica è un sogno. I timori di una nuova recessione globale hanno appesantito Wall Street che si avvia a chiudere i "primi tre peggiori giorni di settembre della storia". Gli investitori attendono gli interventi del presidente Barack Obama e del presidente della Fed, Ben Bernanke, giovedì prossimo per valutare possibili nuovi aiuti ma sembrano sempre meno fiduciosi. Gli spread ieri sono tornati fuori controllo e non solo sull'Italia. Le tensioni hanno investito anche il Belgio, Paese ritenuto vulnerabile a causa dell'elevato livello del suo debito pubblico e perché va avanti con un governo dimissionario da circa un anno e mezzo. Il differenziale tra il rendimento delle obbligazioni a 10 anni belghe e i Bund tedeschi ha toccato ieri pomeriggio i 232 punti base, cioè il 2,32%, lo scarto maggiore dal 1999. Male anche ieri l'andamento del differenziale italiano: schizzato a 370 punti base in avvio, lo spread si è ridotto verso i 352 a metà giornata per poi risalire fino a 377 in chiusura nonostante acquisti definiti "aggressivi" dai trader da parte della Bce. Il rischio continua quindi a crescere come testimoniato dai Cds sul debito italiano che hanno toccato il nuovo picco storico a quota 445 punti. In sostanza, per assicurare 10 milioni di euro di BTP contro un'eventuale insolvenza dell'Italia occorre oggi pagare un premio di ben 445.000 euro. Sul fronte dei cambi l'euro è scivolato sotto 1,40 dollari arrivando a 1,3991. In precedenza la divisa unica era balzata fino a 1,4247 dopo l'annuncio della Banca nazionale svizzera di interventi contro il franco-record mentre l'oro, il classico investimento rifugio, è tornato sopra i 1900 dollari l'oncia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA