I ribelli nella roccaforte ma Gheddafi è scappato

di Nadia Cossu wTRIPOLI Bani Walid non si arrende agli insorti. Dopo una lunga trattativa – durante la quale era stata data per certa la resa pacifica della roccaforte lealista – il negoziato è fallito. A riferirlo è stato il capo negoziatore per il Cnt, Abdullah Kenshil. Sembra infatti che i fedeli del rais avessero preteso di lasciare la città con le armi chiedendo però che i ribelli entrassero a Bani Walid senza le loro. Una condizione comprensibilmente negata. Ora, è chiaro, l'attacco degli insorti sarà pressoché inevitabile. A Bani Walid, però, il rais non c'è, è già fuggito. Ma sembra che gli oppositori sappiano dove si nasconde. Intanto, sempre ieri, centinaia di uomini armati hanno sfrecciato sulla superstrada che collega Tripoli a Misurata: dalla città "martire" verrà infatti lanciato l'attacco finale contro l'ultima roccaforte-simbolo del regime di Gheddafi: Sirte. Sempre ieri gli oppositori al regime del colonnello hanno messo a segno un altro importante colpo: Mohamed El-Mshai , militare del regime del rais, responsabile dei checkpoint di Tripoli, è stato catturato dagli insorti vicino alla capitale libica. Mentre sul fronte delle prospettive future di governo, Ian Martin – inviato speciale dell'Onu per la ricostruzione del paese, si è detto preoccupato per la quantità di armi che girano nel paese e ha anche sottolineato che il Consiglio nazionale di transizione ha preso un forte impegno per procedere sulla strada della democrazia, sempre con l'assistenza dell'Onu. Anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha lanciato da Cernobbio l'appello perché la Libia non diventi un secondo Iraq e ha chiesto, difendendo i nuovi leader, che si eviti di distruggere le strutture del paese. Dal consiglio nazionale di transizione libico arriva inoltre un nuovo stop al tribunale penale internazionale: Gheddafi – ha detto il coordinatore del Cnt – deve essere processato in patria. E' responsabile di un orrendo elenco di crimini commessi nei 42 anni in cui è stato al potere. Intanto, dopo il ritrovamento dei documenti abbandonati negli uffici del regime, continuano a emergere notizie imbarazzanti per il Regno Unito. I file tratteggiano infatti i contorni di una relazione piuttosto "particolare" tra gli 007 di sua Maestà e gli sgherri di Gheddafi. Che erano ben felici di assecondare la guerra al terrore di Bush e Blair in cambio - anche - d'informazioni cruciali sugli oppositori politici in esilio del rais. ©RIPRODUZIONE RISERVATA