Esami specialistici, escluse le urgenze
Tanta carne al fuoco nel faccia a faccia del 23 settembre fra l'Azienda ospedaliera (con la delegazione trattante capeggiata dal direttore sanitario Bonaffini) e i sindacati. Al centro della discussione il nuovo piano aziendale di organizzazione del lavoro (con il vecchio in scadenza a fine anno). Proprio i sindacati confederali hanno sollevato negli ultimi giorni il caso del Pronto soccorso dell'ospedale di Voghera, dove la carenza di personale incide sui tempi di attesa (fino a un massimo di otto ore per le situazioni non urgenti classificate con codice bianco) e della insufficiente sicurezza. Ma sono numerosi i punti critici, a cominciare dal sottoutilizzo dei laboratori per gli esami specialistici di cui parliamo nell'articolo principale; c'è poi per restare in Oltrepo il futuro incerto dell'ortopedia di Varzi, la cronica sofferenza - sempre per lacune di organico - delle sale operatorie. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Le attrezzature costose e sofisticate ci sono; il personale specializzato per utilizzarle ventiquattro ore su ventiquattro, anche di notte, e per le urgenze, no. E' la paradossale situazione che interessa l'ospedale di Voghera, in particolare per quanto riguarda il laboratorio di Emodinamica a Cardiologia, solennemente inaugurato nel marzo di sei anni fa, alla presenza dell'assessore regionale Abelli, e quello per le esofagoscopie. L'emodinamica, unica apparecchiatura di questo tipo esistente nei presidi sanitari dell'Oltrepo, riattiva i vasi sanguigni quando si è colpiti da infarto e sono necessarie terapie d'urto. Il laboratorio è aperto solo due mattine la settimana per la normale attività di diagnostica, non per le emergenze; situazione analoga per le esofagoscopie, esami necessari in caso di avvelenamento alimentare: i medici gastroscopisti assegnati a Voghera sono tre ma nessuno di loro fa la notte. I casi urgenti, dunque, vengono dirottati sempre e comunque su Pavia. E' un problema grave, che si trascina da tempo e di cui chiederemo che si discuta già nell'incontro del 23 settembre con l'Azienda ospedaliera, incentrato sul nuovo piano di organizzazione del lavoro, sottolinea Michele Autelli, del sindacato medici Uil-Flp. Manca personale medico specializzato, a Voghera e non solo, per far funzionare al meglio i laboratori – insiste polemicamente Autelli – ma poi si investono risorse per attivare consulenze di dubbia utilità a livello di direzione sanitaria e amministrativa,. Uno spreco che deve far riflettere. Autelli non fa nomi, ma il riferimento esplicito è alle consulenze che coinvolgono l'ex direttore sanitario Domenico Vlacos e l'ex direttore amministrativo. Quanto costerebbe far lavorare un medico di notte? La diaria è di 20 euro – risponde ancora Autelli – ma se c'è una richiesta di intervento scatta lo straordinario e in quel caso il compenso sale a 30 euro l'ora, 34 nei festivi. Un dirigente però non può fare più di dieci reperibilità al mese. All'incontro del 23 guarda con interesse anche il Pd, che preme per una revisione del piano di organizzazione aziendale (quello attuale va in scadenza a fine anno),che tenga conto anche delle criticità e delle esigenze del territorio, oltre che delle istanze espresse a livello politico. Un'esigenza che il consigliere regionale Giuseppe Villani, il quale ha già visitato più volte negli ultimi mesi l'ospedale di Voghera (e ha chiesto un confronto con il direttore generale Daniela Troiano proprio sulle problematiche che gli sono state segnalate nella sua ricognizione fra i reparti) e il responsabile sanità del partito per l'Oltrepo, Paolo Gramigna, hanno avuto modo di far presente alle autorità sanitarie locali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA