Pedofilia, la Santa Sede «Grave sottovalutazione»

di Nadia Cossu wROMA Venticinque pagine per esprimere orrore verso i crimini di abuso sessuale su minori che hanno interessato tra il 1996 e il 2009 la diocesi di Cloyne, in Irlanda. Ma anche per comunicare sentimenti di dolore e vergogna per le terribili sofferenze che le vittime – insieme alle rispettive famiglie – hanno dovuto sopportare nella chiesa di Gesù Cristo, un luogo dove ciò non deve mai accadere. Il tutto pur ammettendo gravi e inquietanti errori che si sono effettivamente verificati nel modo di affrontare le accuse di abuso sessuale su bambini e minori . La risposta della Santa Sede al governo irlandese dopo le accuse successive al rapporto sugli abusi – e le relative coperture – nella diocesi di Cloyne, è stata consegnata ieri mattina dal sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Ettore Balestrero, all'incaricata d'affari dell'ambasciata irlandese nella Santa Sede, Helena Keleher. Si tratta di un testo dettagliato, scritto nel mese di agosto dalla Segreteria di Stato. Un lungo periodo, dunque, che è servito per riflettere sui contorni della vicenda e in seguito per buttar giù il documento ufficiale. Sempre per questa ragione a fine luglio il nunzio apostolico in Irlanda, monsignor Giuseppe Leanza, era stato richiamato a Roma "per consultazioni". Un fatto eccezionale e senza precedenti nella storia del Vaticano. Un documento, quello della Santa Sede, redatto dopo che lo scorso 14 luglio il governo irlandese aveva criticato duramente la Santa Sede accusandola di aver in qualche modo ostacolato le indagini sui casi di abuso sessuale. Ma in un passaggio di quello stesso documento il Vaticano rigetta le accuse e ribadisce più volte la volontà di collaborare con i giudici per far luce sulla vicenda. E aggiunge che è particolarmente inquietante che le gravi mancanze nel governo della diocesi e il trattamento inadeguato delle accuse di abuso siano accaduti nonostante i vescovi e i superiori religiosi avessero assunto l'impegno di applicare le linee guida sviluppate dalla Chiesa in Irlanda per garantire la protezione dei minori, e nonostante le norme e le procedure della Santa Sede relative sempre ai casi di abuso sessuale. Prendo atto della dichiarazione della Santa Sede – ha scritto in serata in un comunicato il ministro degli Esteri e vice premier irlandese Eamon Gilmore – e riconosco la serietà con la quale ha preso in esame il rapporto sugli atti di pedofilia commessi tra il 1996 e il 2009. ©RIPRODUZIONE RISERVATA