Negata dai giudici la libertà a Chiriaco per motivi di salute
Sottopasso della ferrovia chiuso, ieri in viale Repubblica (nella foto), per un'autocisterna che ha perso del gasolio. Tre macchine sono uscite fuori strada, a causa dell'asfalto viscido. Coinvolte una Citroen C2, una Mercedes e una Fiesta. Solo per un soffio l'incidente non ha provocato feriti. I mezzi del 118 sono comunque intervenuti sul posto. Gli agenti di polizia locale sono stati costretti a chiudere per qualche ora il sottopasso di viale Repubblica, che consente il collegamento alla tangenziale in direzione di Genova e di Milano, per consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza del manto stradale. I vigili hanno fatto accertamenti per rintracciare il mezzo che ha perso il gasolio, forse un tir o un'autocisterna. Ma il veicolo non è stato individuato. Probabilmente il conducente non si è neppure accorto della perdita di carburante. di Maria Fiore w PAVIA Ìn carcere a Monza rifiuta il cibo e si muove ormai con l'aiuto di una sedia a rotelle, perché non riesce a stare in piedi. Nella pausa estiva dai processi, le condizioni di salute di Carlo Chiriaco, l'ex direttore sanitario dell'Asl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si sono aggravate. La famiglia teme per la sua vita. Per questo, a metà agosto, gli avvocati della difesa Oliviero Mazza e Nico D'Ascola, avevano presentato istanza di libertà al Tribunale. Che però ha respinto la richiesta. I giudici si sono avvalsi della relazione del perito del Tribunale, che parla di situazione grave e peggiorata, del bisogno di cicli di terapie e della forte necessità di una seria presa in carico da parte di uno specialista clinico, interno o esterno alla struttura, ma conclude dicendo che le attuali condizioni di salute di Chiriaco non sono comunque tali da controindicarne in assoluto la prosecuzione del regime carcerario. Conclusione ripresa dal Tribunale, che ha confermato così il carcere, disponendo soltanto per il detenuto un regime di grande sorveglianza. Chiriaco, che è dimagrito di ulteriori 20 chili e ne pesa attualmente 58, è piantonato e guardato a vista. Si teme che possa commettere gesti disperati, visto che oltre alle patologie di cui soffre - che si sono intrecciate, aggravandosi, con il regime di detenzione che dura ormai da 14 mesi - a preoccupare i medici è soprattutto il quadro psicologico, che spinge il detenuto a rifiutare il cibo non tanto in maniera consapevole, quanto per un disinteresse nei confronti della vita, dice il perito. Una condizione che potrebbe portare i suoi avvocati a presentare una nuova istanza nei prossimi giorni. La situazione è delicata e preoccupante – si limita a dire il legale Mazza –, ed è peggiorata durante l'estate. Come se le udienze che fino a luglio si erano sovrapposte a ritmo serrato avessero tenuto impegnato, con il fisico e la mente, l'ex direttore sanitario dell'Asl. Mentre le vacanze sono state percepite come un vuoto. A settembre, tuttavia, si ricomincia. Per il 23, quando saranno sentiti i primi testimoni dell'accusa, è in programma l'udienza del processo a Milano, che vede imputato Chiriaco insieme ad altre 33 persone per reati di mafia. Tra questi, l'avvocato pavese Pino Neri, a cui erano stati concessi gli arresti domiciliari proprio in ragione delle sue condizioni di salute. Anche per Chiriaco l'obiettivo è ottenere gli arresti in casa: potrebbe, in questo modo, seguire il suo processo da persona libera, in attesa della sentenza che non arriverà prima del prossimo anno. Chiriaco, in virtù della sospensione dei termini di custodia per tutta la durata del processo, che era stata decisa dai giudici del tribunale all'ultima udienza, non dovrebbe uscire prima di quel pronunciamento. A meno che il Tribunale, di fronte a una nuova richiesta di scarcerazione, non decida diversamente. Dopo la data di settembre, la prima partita per Chiriaco potrebbe chiudersi invece a Pavia: in Tribunale, per il 12 ottobre, è previsa l'udienza del processo che lo vede imputato per corruzione elettorale insieme all'ex assessore al commercio Pietro Trivi. Non si esclude che in quella stessa data, dopo avere sentito come testimone il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, si possa già andare a sentenza.