Rivolta dei piccoli Comuni «Non possono cancellarci»
Dice Marta Manera, sindaco di Cozzo: Dobbiamo mantenere le nostre individualità all'interno di un percorso comune. Per esempio, noi lavoriamo molto bene con i Piani di zona dell'Asl, con cui garantiamo un'assistenza costante agli anziani e alle persone disagiate. I nostri Comuni così non sprecano soldi pubblici, al contrario di quanto sostiene il governo. BREME Un coro di no alla soppressione dei Comuni sotto i 1.000 abitanti. E anche Daniele Bosone, presidente della Provincia e senatore, fa propria la posizione dei sindaci riunitisi l'altra sera alla sala polifunzionale di via Po: Eliminare i consigli comunali farebbe risparmiare una goccia nell'oceano e ridurrebbe la partecipazione democratica delle popolazioni. L'invito lanciato dal sindaco di Breme, Francesco Berzero, è stato raccolto da quasi tutti i Comuni che, secondo la prima versione della manovra bis, avrebbero dovuto formare un'unione municipale con almeno 5mila abitanti. La seconda versione della manovra uscita dal vertice Berlusconi-Bossi attenua l'impatto dell'abolizione dei Comuni, ma spinge per la nascita delle Unioni dei Comuni. E' una formula amministrativa che, nei fatti, abbiamo già avviato da anni con le convenzioni per la gestione associata dei servizi – ha spiegato in apertura Berzero – Mai come oggi la distanza fra politica e cittadini è stata così ampia: mi chiedo e chiedo anche al presidente Bosone perché non si arrivi a una riduzione dei parlamentari in pochi mesi. Da Roma i trasferimenti statali sono sempre in calo e, per esempio, io ho dovuto tagliare attività promozionali per non aumentare le imposte locali. A Breme hanno preso la parola i sindaci e gli amministratori di Albonese, Breme, Castelnovetto, Ceretto, Cergnago, Cozzo, Galliavola, Langosco, Nicorvo, Pieve Albignola, Sant'Angelo, Semiana, Torre Beretti, Valeggio, Villa Biscossi. Il sindaco Marco Broveglio ha portato a esempio la vicenda storica di Torre Beretti e Castellaro: Nel 1928 Castellaro è stato aggregato a Torre Beretti, ma nei decenni ha visto diminuire la popolazione e oggi è poco più di una cascina. Accorpare i piccoli Comuni significa farli morire. Piccolo è bello per molti, fra cui Giuseppe Fassardi, sindaco di Villa Biscossi: Io non ambisco a formare un'unione amministrativa con i miei vicini. Trovo da me le risorse economiche: per esempio, ho affittato un pezzo di cimitero a cittadini di Milano ricavando decine di migliaia di euro. I sindaci di Pieve Albignola, Massimo Chiesa, e di Valeggio, Fabrizio Crepaldi, hanno portato a esempio l'Unione dei Comuni con Ferrera, centro capofila: Dalla Regione Lombardia riceviamo finanziamenti adeguati e poi abbiamo in condominio diversi servizi amministrativi. Per Marco Bagnoli, sindaco di Cergnago, è necessario ridurre i controlli burocratici a carico dei piccoli centri: Le delibere sono verificate dalla Corte dei conti, che spesso cercano il pelo nell'uovo. I Comuni, però, non hanno i soldi e le professionalità per rispondere. Per Maria Teresa Francini (Albonese), Chiara Carnevale (Semiana), Marta Manera e Paola Patrucchi (Cozzo), il Comune è un punto di riferimento per gli anziani. E Sandro Ramella, sindaco di Langosco, ha ironizzato sul presunto risparmio derivante dalla soppressione dei piccoli Comuni: I nostri consiglieri ricevono 17 euro lordi a seduta. Ci vogliono prendere in giro: piuttosto ci aumentino i trasferimenti per garantire i servizi agli anziani. Umberto De Agostino