Aeroporto, è arrivata la parola "fine"
Come Provincia ci auguriamo che prima di arrivare alla liquidazione della società si trovi un acquirente. In caso contrario, è chiaro che ciascuno dei soci dovrà concorrere, sulla base delle proprie quote, al ripianamento del debito. E per quanto riguarda la nostra amministrazione parliamo di una somma di circa 200.000 euro. Daniele Bosone, presidente della Provincia, ammette che il rischio di dover sborsare soldi pubblici esiste, anche se stiamo lavorando per scongiurarlo. Piazza Italia, tra l'altro, sulla superficie di Rivanazzano ha anche un altro interesse: la palazzina di coordinamento della protezione civile provinciale che è stata inaugurata proprio un paio di anni fa. E' una struttura tecnologicamente avanzata – conclude Bosone – e noi speriamo che, anche nell'ipotesi di un subentro da parte di imprenditori privati, si trovi un accordo per questo punto strategico. di Fabrizio Merli wRIVANAZZANO Non è servito nemmeno chiedere il pagamento "simbolico" di mille euro. Il prezzo concorrenziale non ha indotto alcun imprenditore ad acquistare l'aeroporto di Rivanazzano. O, meglio, a rilevare le quote pubbliche della società. Così, dopo anni di investimenti e di illusioni, lo scalo alza bandiera bianca. Nell'assemblea dei soci, fissata per il prossimo 7 settembre, verrà decretata la messa in liquidazione della società e si provvederà alla nomina di un liquidatore. Un professionista che dovrà esaminare la documentazione contabile e ricostruire la situazione. I dati ufficiali, al momento, parlano di debiti per 469.000 euro, di una perdita di esercizio di 335.000 euro e di 47.000 euro di crediti che lo stesso collegio sindacale giudica "inesigibili". Tradotto: soldi che non arriveranno mai in cassa. Alla messa in liquidazione si è arrivati dopo che i partner pubblici (Provincia, Camera di Commercio, Comuni di Voghera e Rivanazzano) si sono rifiutati di votare l'ultimo bilancio. Non per un capriccio, ma per una imposizione della legge: Dopo tre bilanci chiusi in negativo – spiega Giacomo De Ghislanzoni, presidente della Camera di Commercio – gli enti pubblici non possono più partecipare a società in perdita. Così si è arrivati alla messa in liquidazione e a questo punto, finalmente, il liquidatore farà chiarezza sui conti. Il primo dubbio riguarda la situazione debitoria. Chi si farà carico di mezzo milione di euro? Ci sono alcuni beni patrimoniali che, se venduti, potrebbero coprire una parte della somma. Ma il rischio è che la somma vada a gravare sui rispettivi bilanci dei soci. La Provincia partecipa alla società per il 34,6 per cento delle quote, la Camera di Commercio per il 35,2 per cento, il Comune di Voghera per il 3,8 per cento. Palazzo Gounela ha da tempo messo in atto una "exit strategy" dalla società. Ora il punto di svolta è fissato al 7 settembre. E all'ipotesi, per il momento piuttosto fumosa, che qualche imprenditore privato possa rivolgere il proprio interesse alla pista lunga oltre un chilometro. Prima di pensare alla vendita, però, occorrerà fare il punto della situazione. Un tentativo, in questo senso, è già stato fatto, nell'autunno 2010, dagli ispettori della Corte dei Conti. L'organismo di giustizia contabile chiese (e ottenne) chiarimenti sulla gestione societaria all'amministrazione provinciale, allora guidata da Vittorio Poma, e alla Camera di Commercio. Comunque vada a finire la vicenda, resterà la delusione per un progetto che è costato una barca di quattrini e non ha mai avuto consistenza. Chi pensava di far atterrare gli "Atr 42" a Rivanazzano, è stato smentito. Chi, come l'imprenditore Pierangelo Bergaglio, insisteva sugli aspetti turistici della struttura, avrà l'amara consolazione di poter recriminare: Ve l'avevo detto.