Arrivano i Righeira con i "tormentoni" degli Anni Ottanta

PAVIA All'anagrafe sono Stefano Rota e Stefano Righi, torinesi, rispettivamente classe 1961 e 1960. In arte però sono Michael e Johnson Righeira (dal cognome di Stefano adattato alla maniera brasiliana) conosciuti come i celebri "fratelli" che negli Anni Ottanta scalarono in pochissimo tempo le vette delle classifiche musicali al ritmo di Vamos a la Playa e L'estate sta finendo. In realtà Michael e Johnson, come loro stessi spiegarono, erano i soprannomi che aveva dato loro il professore di educazione fisica delle superiori. Nel 1988 il sodalizio dei mitici "fratelli" si è interrotto ma dieci anni dopo i due artisti si sono ritrovati, nel 2001 hanno realizzato un album con diverse versioni di Vamos a la play e, adesso che l'estate sta davvero finendo, tornano sul palco a Pavia, in occasione della notte bianca di domani, in Piazza del Carmine alle 22. Il vostro primo successo, inaspettato, fu nell'estate dell'83, con il singolo Vamos a la playa, che venne stampato in tutto il mondo e in Inghilterra con l'etichetta A&M, casa discografica che nel proprio catalogo aveva i Police ed i Supertramp. Due anni dopo, nell'85, avete vinto Sanremo con L'estate sta finendo, che divenne subito un cult. Come vi cambiò la vita il successo? Moltissimo, arrivavamo da un'estrazione popolare, da genitori impiegati e operai, abituati ad un tenore di vita senza pretese. La mamma di Johnson era una bravissima camiciaia, faceva lei tutte le nostre camicie, usando solo bottoni di madreperla. La cosa bella, naturalmente, era vedere che il pubblico apprezzava le nostre canzoni, lo scotto da pagare però, come sempre quando si diventa personaggi pubblici, era la contrazione ai minimi termini della sfera privata. Il pubblico dei giovani apprezzava la vostra musica ma anche il vostro look. Quanto contava negli Anni Ottanta l'abito di scena e quanto conta oggi? Negli Anni Ottanta il look contava quasi quanto le canzoni che proponevi, era un pezzo fondamentale dello stile di un gruppo. Quando i giornalisti intervistavano i cantanti, una delle domande d'obbligo era sempre: "Che abiti indosserete per il prossimo concerto?". Adesso le cose sono cambiate: da una parte è un bene che l'attenzione vada più alla sostanza delle canzoni e della musica e meno all'apparenza, dall'altra però tanti artisti di oggi sembrano davvero tutti uguali. A proposito di cantanti, tanti artisti italiani hanno menzionato i Righeira tra i loro punti di riferimento, tra loro i Subsonica, con cui, quest'anno avete collaborato per il brano "La funzione", cantato insieme. In che rapporti siete? Con i Subsonica c'è un rapporto di stima e di amicizia, oltre che, in questo momento, professionale. Secondo me – ma credo di interpretare anche i gusti di Johnson – al momento i Subsonica sono l'unica band italiana con un suono di dignità internazionale. Altri bravi artisti sono i Montefiore Cocktail (tra i maggiori esponenti del genere lunge in Italia, ndr) e hanno fatto cose carine anche i The Transistors (gruppo romano sempre appartenente del genere lounge, ndr). A Pavia quali canzoni porterete? Faremo performance e, come ci piace dire quando facciamo uno spettacolo, "porteremo in scena i soliti pezzi nuovi". Marta Pizzocaro