Salta il piano delle asfaltature per far quadrare il bilancio

di Denis Artioli wVIGEVANO Rinviato all'anno prossimo il piano da 400mila euro per il rifacimento dell'asfalto sulle strade più malconce. L'intervento doveva essere realizzato nei mesi estivi, i più adatti a una migliore tenuta del nuovo manto stradale, ma la giunta comunale ha deciso di rinviare tutto. La spesa ci costringerebbe a uscire dal Patto di stabilità – spiega l'assessore ai lavori pubblici, Luigi Sampietro – e quindi la manutenzione straordinaria delle strade è stata rinviata al 2012, sempre nel periodo estivo. Il Comune, spiega l'assessore, ha invece a disposizione una cifra più contenuta per la manutenzione ordinaria, per i vari rattoppi quando in inverno si apriranno le buche sella strade della città: Di volta in volta, dove sarà necessario, effettueremo i ripristini con un nuovo bitume, steso a caldo, che compatta bene. Già a settembre interverremo in alcuni punti in cui serve e poi vedremo di volta in volta. Il Comune, dopo l'inverno 2010-2011, e la situazione disastrosa in cui si erano trovate alcune vie e circonvallazioni vigevanesi, aveva deciso di correre ai ripari, facendo tappare i buchi alle imprese stradali incaricate, e prevedendo 400mila euro di interventi per rifare il manto stradale in altre vie. L'ufficio viabilità del Comune aveva individuato cinque strade che avevano, e hanno, una necessità prioritaria, per rifare completamente il manto stradale, con la fresatura del sottomanto. Le strade scelte per l'intervento straordinario erano queste: l'ex-statale 494, dalla rotatoria del calzaturificio Moreschi alla rotaroria di corso Pavia; via San Giovanni da viale Libertà al civico 49; il cavalcavia La Marmora, dalla rotatoria dell'ingresso al nuovo Pronto soccorso fino al termine del cavalcavia; corso Genova, da corso Brodolini al civico 54; doveva essere rifatto, con lo stesso sistema, anche un tratto di viale Commercio, tra la rotatoria Esselunga e l'innesto del nuovo sottopasso. Era previsto che i soldi per gli interventi dovessero arrivare da oneri di urbanizzazione e multe. Ma, se anche ci fossero, il Comune non può più spenderli per non violare il tetto indicato dal Patto di stabilità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA