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GARLASCO Salvano la faccia a spese nostre nQuella delle pensioni è proprio una storia infinita. E che bella storia!Sono della classe 1952 e ho subìto tutte le modifiche che di anno in anno si sono susseguite: scalone, scalini, quote, finestra a scorrimento, adeguamento alla durata della vita e per ultima quella partorita dai nostri politici che, radunatisi ad Arcore, il loro quartier generale, hanno deciso, per risollevare le sorti di un Paese ahimè ormai allo sbando, di annullare ai fini previdenziali il periodo trascorso sotto le armi, per me 15 mesi. A parte il fatto che fu lo Stato che ci obbligò a suo tempo a prestare il servizio militare e, cosa non di poco conto, a quel tempo era anche difficile per un giovane trovare un'occupazione se non si era militi esenti oppure per chi non aveva ancora prestato detto servizio, mi pare alquanto ingiusto per non intaccare cose più significative (grossi capitali, pensioni da nababbi... e l'elenco sarebbe interminabile) penalizzare sempre e comunque i soliti ai quali la sorte ha riservato di essere in balìa dei chiari di luna di una manica di "personaggi" (uso questo temine per non usare un aggettivo molto più appropriato ma che sarebbe per me una caduta di stile) che vogliono salvare la faccia coi loro simili e soprattutto non vogliono mai scendere a compromessi. A loro un grazie di cuore. Gigi Franchini PIEVE PORTO MORONE Il genio indiscusso della padania nEgregio direttore, "L'Italia va a finire male bisogna prepararsi al dopo. Per noi il dopo è la Padania e dobbiamo essere pronti". Questa frase è stata detta da Umberto Bossi, riconosciuto come genio politico da molti politici importanti non padani. A costoro vorrei dire che se per fare la Padania è necessario il fallimento dell'Italia, allora Bossi sono vent'anni che si comporta da genio, appoggiando il suo socio indiscusso Berlusconi a fare leggi ad uso proprio che in pochi avrebbero permesso, disinteresssandosi dell'andamento disastroso della politica, facendogli sostenere e quindi sostenere lui stesso, fino a pochi mesi fa, che l'Italia era economicamente la più robusta delle nazioni europee e che la crisi era vista dalla mentalità eversiva della sinistra. Siro Zangrandi VOGHERA Un esempio locale della crisi nazionale nL'aumento dei ticket nella sanità, i tagli alla cosiddetta spesa sociale, l'abolizione dei contributi e la riduzione tout-court dei cosiddetti servizi alla persona caricheranno sulle spalle dei cittadini, quelli che hanno più bisogno dei servizi, un maggior peso economico, costringendo le famiglie italiane e le piccole imprese, artigiani e commercianti a sopportare il costo della crisi e del suo risanamento. Per imporre sacrifici di così vasta portata occorrerebbe una classe politica in grado di dare l'esempio ai cittadini. Purtroppo sembra invece che la cosiddetta "casta" non ne voglia sapere di contribuire in modo sostanziale alla causa comune; sono infatti ridicoli i contributi forniti dai tagli che gli stessi hanno proposto ai loro grassi stipendi, ma è soprattutto sul piano morale che la politica intera sta offrendo in questi giorni agli italiani un esempio da repubblica delle banane. Tralascio i casi eclatanti di cui ogni giorno abbiamo notizia sugli organi di stampa nazionale per soffermarmi soltanto sulla nostra realtà locale a Voghera dove la politica è scossa da vicende riguardanti gli affari del nostro primo cittadino ma soprattutto per lo spettacolo di una maggioranza incapace di uscire dal cono d'ombra dei padrini che indirizzano le sue azioni e da una minoranza altrettanto incapace di esercitare la sua funzione di controllo dell'attività della maggioranza. E così la città va a rotoli e mentre il sindaco e il suo mentore hanno i loro problemi a cui pensare, l'Asm a causa di giochetti di potere si trova nella condizione di non avere più, e giustamente, un direttore, costretta a navigare a vista senza un piano industriale, nelle mani di un consiglio di amministrazione formato da persone a cui vanno addebitati pasticci vari, con la complicità del rappresentante della minoranza. Si vive con il nulla, nella grande attesa,forse, dell'ultimo grande impegno " politico": la prossima approvazione del PGT , quella che sarà forse il canto del cigno di questo sindaco e di questa maggioranza a cui i padrini daranno il benservito essendo stati raggiunti i cosiddetti "obiettivi di mercato". Meritano i vogheresi tutto questo? E' auspicabile la nascita di un movimento di opinione e di pressione che mandi urgentemente a casa questa maggioranza,i suoi padrini e tutti i loro sodali prima che i danni diventino irreparabili. Luigi Bassanese PAVIA Greco, niente stipendio come capo di gabinetto nLeggo sulla sua posta dell'altro ieri una lettera a firma M.C. sui costi della politica e su un fantomatico stipendio che dovrei prendere nel caso in cui (assai improbabile) dovessi assumere la carica di capo di gabinetto del sindaco. Ora, come più volte ha scritto e sottolineato la Provincia pavese, ho detto che preferirei continuare a svolgere l'incarico di assessore ai lavori pubblici e semmai dovesse accadere di lasciare lo stesso per svolgere il ruolo di capo di gabinetto lo farei solo a costo zero! Mi sembrava giusto ricordalo al lettore che probabilmente non ha colto questa notizia più volte riportata negli ultimi giorni. Luigi Greco assessore lavori pubblici SCIOPERO La deriva corporativa di Cisl e Uil nLe dichiarazioni dei segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, suonano a dir poco sconcertanti. Chiedono al governo di precisare, a proposito di contrattazione decentrata, che "le rappresentanze sindacali in azienda titolari della contrattazione aziendale, sono solo quelle appartenenti alle associazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo applicato". Con questa dichiarazione possiamo indubbiamente cominciare a chiamare Cisl e Uil non più sindacati ma associazioni corporative autoreferenziali, antidemocratiche non più rappresentative della categoria dei lavoratori. Con l'aggiunta di questa precisazione, in un'azienda dove ad esempio la Cisl ha un solo iscritto contro, magari, i 50 di Usb e i 100 di Cgil (questo tipo di realtà sono esistenti), nel caso di ritiro della firma apposta sull'accordo del 28 giugno da parte della Cgil, la Cisl contratta, gli altri no. Anche in occasione dello sciopero generale indetto, assieme agli altri sindacati di base conflittuali, per il 6 settembre, Usb vuole, nell'interesse dei lavoratori, rendersi disponibile ad organizzare con la Cgil ed i suoi iscritti momenti di confronto comuni per la piena riuscita della giornata di sciopero generale. Ferme restando le nette differenze rispetto all'accordo firmato il 28 giugno e tra le piattaforme generali delle due organizzazioni sindacali. F. Signorelli G. Bargiggia M. Boiocchi, Usb Pavia PRECISAZIONE Nessun contributo per organizzare corse nIn una corrispondenza da Sommo pubblicata su "La Provincia" il mio nome è stato erroneamente associato ad un contributo economico elargito dal comune di Sommo per l'organizzazione di una corsa ciclistica amatoriale. La notizia non è vera. Io sono il presidente dei Giudici di gara del comitato Udace di Pavia, non organizzo corse, né ho ricevuto alcun contributo monetario. Ringrazio per avermi permesso questa precisazione. Livio Merlini POESIA 4 setembar dal '44 Pavia l'è scunvolta nI lavander a taca i scagn tüti pensavan al so laùr nesun pensava a tanta dan l'è sucès lunedì ai vunsur. E' rivà i aerei ‘mpruvisament par bumbardà distrug i pont dai ca è restà suta tanta gent che da scapà ièn no stat pront. S'è sentì tremà la tèra e al Burgh l'era scunvolt ièn i disastar ca fa la guèra la causa, ‘n poch temp, tanti mort. Un spetacul ‘nfernal dopu al cesato dla sirena gh'era i fiam da là ad Canàl e i pumpier giamò ‘n scena. Pasa i an e al ricord al resta ‘n ment Pavia l'er diventà teatar ad guèra l'ha culpì la gent ca gh'entra gnent i ca eran diventà un muntòn ad tèra. Par num dimenticà i bumbardament fumagh visita al Sacèl ‘n dal pont la guèra l'è sempar un brut event la lasa ‘n ricord i so brut ‘mpront. San Giuan Nepumoceno l'è testimoni l'han salvà, un po' rut, ‘n Canàl la guèra la g'ha i parvens dal demoni e pusè che altar l'ha fat dal mal. Rino Zucca PAVIA Aiuti eccellenti al Festival Saperi nFestival dei Saperi, una modesta proposta. Pavia vanta molti illustri esponenti della politica, della cultura, dello spettacolo, dell'industria, della moda. Da Giulio Tremonti a Carlo Rossella, da Jerry Scotti a Maria De Filippi, dai fratelli Ravizza a Dario Scotti. Perché non chiedere loro, da parte dell'amministrazione, un "bel gesto", cioè un contributo finanziario? Sarebbe in linea col modello di intervento privato da parte di mecenati che, ad esempio negli Stati Uniti, garantisce operazioni di alto livello senza "mettere mano nelle tasche" dei contribuenti. E sarebbe un bel gesto davvero. Luca Vanzago