Penice, chiuso unico hotel E' turismo mordi e fuggi
Qui il mercato immobiliare non esiste. Le poche case che si vendono al Penice costano poco, spiega uno dei pochi agenti immobiliari della zona. Ora c'è un monolocale con cantina e garage a 35mila euro. E' in ottimo stato. Ma chi vuole una casa non compra più le tipologie che ci sono qui, che sono tutti condomini. Sotto il passo c'i sono pochissime case - dice Alex Monfasani, titolare di un'impresa edile - e sono tutte dei vecchi proprietari o dei loro eredi. Il valore commerciale è sempre modesto. Ma alla fine o per affezione, o perché qualche settimana l'anno vengono qui, sono in ordine.Nel Pavese non ci sono paesi abbandonati come nell'Alessandrino. di Carlo E. Gariboldi wPASSO DEL PENICE Questa è la meta di migliaia di motociclisti. Salgono dalla val Trebbia e da Varzi. Qualcuno arriva dal passo della Scaparina. Basta vedere quante moto sono posteggiate il sabato o la domenica, da aprile a settembre, per capire che posto è questo. Aldo Mozzi da 40 anni conduce il bar ristorante Lo Scarpone, in territorio piacentino, ma a pochi metri dal confine regionale. Il Penice è il punto più alto della provincia di Pavia. Lo si raggiunge dopo curve e tornanti, attraversando i boschi di Monte Alpe. Dopo la Certosa e la piazza di Vigevano è da tempo una delle principali attrattive turistiche provinciali. Arrivano, soprattutto in moto, da Milano, Pavia, dal Piemonte e dell'Emilia. In maggio e giugno tanti partono dalla Germania, passano di qua e vanno verso la Liguria. I motociclisti chiamano la salita del Penice la pista. Ognitanto qualcuno esagera. E i più esibizionisti si filmano e pubblicano su youtube le loro perfomance, pieghe , tempi da record e impennate. Ho visto tante moto in vita mia che ormai sono diventato un esperto, anche se non ne ho mai guidata una - prosegue Mozzi -. Peccato che la strada che sale dalla Provincia di Pavia faccia schifo. Non ci sono solo le buche. Quest'anno non hanno neppure tagliato l'erba e i rami delle piante. Il turismo, anche qui, è quasi tutto mordi e fuggi. E' stato un agosto intensissimo - spiegano al bar -, anche grazie al caldo della pianura. Le poche case costruite negli anni Settanta sono spesso vuote; c'è solo un gruppo di fedelissimi che trascorrono qui almeno due mesi l'anno, luglio e agosto. E' dal 1971 che veniamo al Penice - spiega Gasperino Almangano -. Prima c'erano anche i ragazzi, che si divertivano tantissimo. Però allora, parlo di trenta anni fa, c'erano tante cose, tante iniziative. C'era un campo di tennis, si organizzavano tornei di calcio. Ora c'è soltanto pace e aria buona. Alberto Necchi e la moglie Maria non si lamentano, anzi. In luglio lasciano la calura di Pavia e si trasferiscono ai 1.149 metri del passo, dove trovano, comunque, diversi amici. Saliamo solo noi vecchi, ormai - sostiene Alberto Necchi, 82 anni portati splendidamente -. I giovani vanno alle Maldive. O a Rimini. Qui, in ogni caso, non vengono quasi mai. Di fronte allo Scarpone c'era l'hotel Buscaglia. Fino a tre anni fa era rimasto aperto il ristorante. Ora è chiuso. Dicono che la proprietà vanti eccessive richieste economiche. E' un peccato che non riapra, perché qui ci vorrebbero delle camere. Gli alloggi mancano - dice Alberto Necchi -. Chi vuole fermarsi a dormire deve andare a Menconico, alla Pernice Rossa, o scendere a Bobbio. L'albergo è fatiscente perché nessun politico se ne interessa - dice Guido Alessi, un pavese che spesso sale in moto -. A Bobbio ti dicono che al Penice ci sono solo tre voti. La competenza della Provincia di Pavia si ferma 50 metri prima. E la conseguenza è che le straordinarie potenzialità del luogo non le sfrutta nessuno. Dal Piacentino, ogni tanto, partono iniziative nuove. In inverno, da qualche anno, si scia anche di notte, con le fotoelettriche. Ci sono poche piste, ma ci si può divertire - dice Mozzi - anche perché i maestri di sci si danno da fare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA