Stretta sulle società di comodo Possibile un nuovo condono

ROMA A fronte dei 6 miliardi di minor introiti e maggiori spese derivanti dall'accordo di lunedì, il Governo ipotizza nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive. Non è la patrimoniale anti evasori sbandierata nei giorni scorsi dal ministro Roberto Calderoli ma senza la relazione tecnica agli emendamenti si possono fare solo delle ipotesi. E malignamente pensare che per garantirsi 6 miliardi di introiti possa trattarsi di una sorta di condono: In base alle ultime leggi non è possibile mettere a bilancio cifre assolutamente non certe, come quelle derivanti dagli accertamenti o da una stretta sulle società di comodo, spiega il fiscalista Alessandro Santoro. Quindi per non essere aleatorio l'unica strada percorribile potrebbe essere quella di annunciare una stretta sulle società di comodo e gli intestatari di beni di lusso, che dichiarano redditi bassissimi, offrendo una sorta di patto: non ti perseguo se versi una somma percentuale al valore dei cespiti che hai potuto acquistare grazie a passati episodi di evasione e elusione. In questa ipotesi gli incassi, direi certi, potrebbero essere anche consistenti, continua Santoro, ovviamente dipende molto da come viene scritta la norma e dalle dimensioni e l'ampiezza dei beni che potrebbero essere messi al riparo. Il fenomeno delle società di comodo è ampissimo e difficile da dimensionare. Per esempio gran parte dei natanti di grandi dimensioni, i famigerati mega yacht sono intestate a società di comodo. Secondo un dato fornito l'anno scorso da Contribuenti.it due yacht su 3 in Italia sono intestati a nullatenenti. Tecnicamente vengono create società unipersonali, o con pochi soci, riconducibili allo stesso ambito familiare, con minimo capitale sociale (10.000 euro) che detengono un'unica imbarcazione in leasing, la cui reale attività è indirizzata al mero godmento del bene da parte dei diretti titolari. a.d.s. ©RIPRODUZIONE RISERVATA