La protesta dei sindaci, in duemila in piazza

di Gigi Furini wMILANO Noi non siamo uno spreco. Era la scritta sulla maglietta che i sindaci, in manifestazione di protesta a Milano, hanno regalato ieri pomeriggio al ministro Maroni. C'erano i primi cittadini delle grandi città, ma anche dei piccoli Comuni al corteo e poi al comizio che l'Anci ha organizzato a Milano, proprio mentre ad Arcore si decideva la manovra finanziaria. I sindaci si sono ritrovati davanti al Pirellone, sede della Regione Lombardia, dove hanno avuto un breve incontro con il presidente Formigoni. Poi il via al corteo, fino a piazza Scala, davanti al municipio di Milano. Per certi versi è sembrato un corteo di contestatori, con cori e striscioni. Siamo noi, siamo noi, la risorsa dell'Italia siamo noi era lo slogan che i primi cittadini hanno scandito lungo il percorso. C'erano il sindaco di Roma, Alemanno, quello di Torino, Piero Fassino e poi Marta Vincenzi (Genova), Flavio Tosi (Verona), per citare i più importanti. Durissimo Alemanno, che pure è esponente del Pdl. Non basta ridurre l'impatto di questa manovra. Bisogna rivederla, anzi azzerarla. In caso contrario - ha continuato il sindaco di Roma - non siamo più in grado di garantire i servizi. Finchè non ci saranno risposte, la mobilitazione continuerà. Fra tanti striscioni, quello più politicamente scorretto è quello portato dal sindaco di Ostana, in provincia di Cuneo: Più neve sui monti, meno neve in Parlamento, con riferimento, neanche tanto velato, all'uso di stupefacenti nell'aula di Montecitorio. Molto critico nei confronti della manovra è anche Osvaldo Napoli, che è vicepresidente dell'Anci ma anche un esponente di spicco del partito di Berlusconi. Per ora - dice - il giudizio è più negativo che positivo. Nel pomeriggio una delegazione di sindaci, in prefettura, ha incontrato il ministro Maroni. Maroni ha voluto subito scherzare: Per l'Anci siete in duemila, ma la questura mi dice che siete mille". La manifestazione è finita con i sindaci chiamati a cantare l'inno di Mameli, anche se alcuni leghisti hanno solo abbozzato. Fra questi Tosi che si è lamentato con il governo: Non basta il dimezzamento dei tagli. Non riusciamo più a garantire i servizi essenziali, gli ha fatto eco Pisapia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA