Penati verso l'espulsione Scontro tra il Pd e il Pdl

ROMA Il destino politico di Filippo Penati appare segnato. L'autosospensione dal partito dell'ex braccio destro del segretario del Pd Pierluigi Bersani, indagato a Monza con l'accusa di corruzione, non è bastata: il vice presidente del consiglio regionale lombardo sembra avviato verso l'espulsione, mentre si infiamma lo scontro con il Pdl sulla questione morale. Maurizio Gasparri attacca gli avversari, parlando dello scandalo delle presunte tangenti per l'ex area Falck di Sesto San Giovanni come di un modello e l'ex segretario Walter Veltroni annuncia querela contro il presidente dei senatori Pdl per affermazioni ancora più gravi visto che provengono da chi ricopre importanti incarichi istituzionali. La corruzione non deve minimamente sfiorare il Pd. Noi dobbiamo essere più rigorosi della moglie di Cesare è il monito di Luigi Berlinguer, presidente della Commissione nazionale di Garanzia, che il 5 settembre è stata convocata per esaminare il caso Penati. Bisogna evitare non solo l'interesse privato, perseguibile penalmente, sottolinea Berlinguer, ma anche quello del partito. Non c'è dubbio che Penati debba rinunciare alla prescrizione chiede il vice segretario del Pd Enrico Letta, come fa anche l'ex presidente della Camera Luciano Violante, da noi chi viene toccato da vicende così fa un passo indietro, si deve dimettere e farsi processare: altri diventano ministri. Ma mentre il partito è sotto choc, con il governatore della Toscana Enrico Rossi che chiede a Penati di lasciare il suo posto in consiglio regionale, il Pdl spara a zero. Si scrive Penati si legge Bersani: il sistema di potere dei Ds-Pd emerge con chiarezza dalle vicende di Sesto afferma Gasparri. Le cifre enormi fanno immaginare che le risorse illecitamente pagate non servissero per singoli corrotti, ma per alimentare un sistema. E Bersani spera di farla franca come capitò ai predecessori dice, sostenendo che i capi Pds D'Alema, Veltroni, Fassino etc furono salvati dalla tangente Enimont dal Di Pietro magistrato. Cicchitto rincara la dose: La criminalizzazione di Penati da parte del Pd è strumentale per far scomparire l'esistenza di un sistema di potere politico ed economico del Pci-Pds, sopravvissuto a Mani pulite. Se Veltroni querela, la presidente del partito Rosy Bindi contrattacca: Il Pdl vuole delegittimare la credibilità del Pd per distogliere l'attenzione dalle difficoltà della maggioranza di fronte alla pesante e iniqua manovra di ferragosto. Al contrario, sostiene, il Pd non ha nascosto la testa sotto la sabbia né alzato polveroni su complotti, ma ha scelto la via del rigore e della trasparenza. E' partita una campagna di sciacallaggio contro il Pd osserva Francesco Boccia, mentre il senatore Luigi Zanda parla di malafede politica di chi ha sempre garantito l'immunità a Berlusconi con leggi ad personam. Alfano, Gasparri e Cicchitto afferma Antonio Misiani, prima di parlare applichino lo stesso criterio e chiedano a gran voce un passo indietro al presidente Berlusconi, che non è solo indagato ma già rinviato a giudizio per diversi reati gravi. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA