Treni, ritardi record Timori per domani di chi lavora a Milano

di Anna Ghezzi wPAVIA Ritorno dalle ferie con sorpresa per i pendolari della linea Voghera - Pavia - Milano che l'altro ieri sono rimasti ostaggio di una Perturbazione sulla linea che ha causato 671 minuti di ritardo accumulati da 12 treni tra le 6 e le 9 del mattino. E scatenato una pioggia di e-mail e messaggi al Coordinamento dei comitati pendolari. Pendolari sequestrati senza informazioni, tuonano i rappresentanti dei comitati dopo una mattinata di ritardi comunicati sempre troppo tardi e soste in aperta campagna tra Pavia e Milano in carrozze senza condizionatore. Ora, nonostante TreNord si sia mobilitata dopo le vibrate proteste e siano stati fatti interventi sulla linea per garantire una ripresa tranquilla, cresce la paura per domani, il lunedì del rientro di massa negli uffici. I pendolari chiedono all'assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo di mantenere l'impegno preso: Preghiamo l'assessore Regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, di mantenere la promessa – spiega la presidente del Coordinamento Iolanda Nanni – convocare un tavolo di confronto in Regione, alla presenza delle istituzioni locali e delle rappresentanze pendolari della linea Voghera-Pavia-Milano per parlare dei problemi e della programmazione della linea suburbana S13 promessaper dicembre. Sotto accusa ancora una volta sono i servizi informativi sia sui treni (mediante interfonodal personale viaggiante) sia in stazione su monitor e annunci sonori. I ritardi, che hanno superato gli 80 minuti, sono stati annunciati di venti minuti in venti minuti, non dando così modo alle persone di organizzarsi. Tanto che alcuni hanno rinunciato a prendere l'Intercity rischiando una multa perché convinti che il treno dopo sarebbe stato, al massimo, in ritardo di venti minuti. I servizi informativi dovrebbero poter garantire all'utenza la possibilità – se forniti tempestivamente e puntualmente - di organizzarsi con mezzi alternativi oppure di comunicare al datore di lavoro con esattezza l'entità del ritardo o, ancora, di evitare del tutto di mettersi in viaggio. Il risultato? Ore di permesso sul lavoro "forzate", richiami, stress psico-fisico e tempo perso tra treni fermati in stazione senza annunci o annunci di ritardi di 30 minuti solo dopo che, dalla partenza, ne erano trascorsi più di 40. Gli aumenti imposti li stiamo pagando cari e salati – proseguono i pendolari – ora vogliamo un servizio di trasporto ferroviario efficiente e un materiale rotabile degno della Regione più avanzata di questo Paese. Venerdì i pendolari incontreranno l'assessore Michele Bozzano a Piazza Italia per conoscere le novità in materia di trasporto provinciale su gomma e su rotaia dopo gli aumenti di agosto. Mentre a fine settembre cercheranno di incontrare l'assessore comunale Antonio Bobbio Pallavicini per capire quali siano le strategie dell'amministrazione sul trasporto pubblico locale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA