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PAVIA Parcheggi gratis? Non era vero nOggi leggo sul giornale: "Cesare Battisti ad agosto si paga". Va bene. Alla fine di luglio avevo lettoche il Comune per agosto lasciava parcheggi gratis per tutti senza specificare altro. Il 4 agosto mi reco a Pavia in via Cesare Battisti, parcheggio nelle strisce blu (mi reco alla sede Acli per cose personali) passo davanti alla macchinetta per il posteggio ma non ci faccio caso (io sto con quello che ho letto). Dove mi reco trovo anche un vigile urbano, gli chiedo dei parcheggi e lui mi dice che dovrebbero essere gratis (anche lui l'ha letto sul giornale). Strano, un vigile disinformato. Al ritorno trovo una multa da 20 euro per mancata esposizione del cartellino. A cento metri l'addetto al parcheggio mi spiega che è privato, che non è gratis, e che non può toglierla perchè è già stata registrata, mi dice anche di fare ricorso. In circa 40 anni di patente ho sempre rispettato le regole (questa sarebbe la prima multa) ma mi sono ripromesso di non pagarla solo per una questione di principio (per me quello letto sul giornale era legge). Io non sono obbligato e posso non aver un computer per andare sul sito del comune. La società che gestisce i parcheggi (Apcoa) paga l'affitto al Comune e dando più multe (anche giuste) ammortizza i costi di gestione. Scusatemi di questo sfogo ma la multa non la pago e non trattatemi come un deliquente (che sono altri) sono solo un uomo giusto che rispetta tutto e tutti e che non gli vadi essere stato preso in giro. Ercole Rotta Belgioioso PAVIA Un festival poco sapiente nStendendo un velo pietoso sui preannunciati contenuti (per usare una parola grossa) del Festival dei Saperi, la nota davvero assurda è l'invito rivolto ai pavesi dall'assessore alla Cultura (altra parola grossa) a portare idee di qualità, ma a costo zero, per sua esclusiva gloria presso i posteri. Oh, beata ingenuità! Con una pacca sulle spalle (o meglio con il dito medio al cielo, in tale occasione davvero a proposito) si spazza via l'insignificante e fastidioso principio secondo il quale il lavoro, perfino quello culturale, deve essere retribuito. Tanto, ah furbetto!, complice il dilagare di pruriti esibizionistici, dietro un professionista che osa chiedere un compenso, c'è un'immensa schiera di dilettanti allo sbaraglio, ovviamente di qualità come da richiesta, che pagherebbero pur di agitarsi su un palco. Anzi, ideona!, il Festival si potrebbe autofinanziare con le quote dei partecipanti! Un vero appello va rivolto invece a tutti coloro che operano seriamente in ambito culturale, compresi i nostri accademici: rifiutate di dare il vostro contributo di lavoro in assenza di un compenso dignitoso, non subite un ricatto ignobile e incivile, fate valere la dignità della vostra fatica, non fatevi usare e sfruttare per un minuto di celebrità (altra, e ultima, parola grossa, visto che l'esistenza del Festival sarà nota a una ristretta cerchia di intimi).Ahi, ahi Pavia, città d'arte e di cultura! Sandro Malinverno Voghera PAVIA Una poesia Per Sant'Agostino nPär Sant'Agustei dutùr Ièn mai a sè i festegiament l'han purtà a Pavia cun amùr Liutprând l'ha fat un‘nvestiment. Agh sarisa dü dat da ricurdà: trèdas nuvembar cl'è nasù al ventot agust a l'è mancà i pavés da festegial na pödan pü. Forsi l'an ciamà agust par ricurdal? La storia la ricorda situasiòn rari fagh i festegiament a l'è no mal cal sia vera o no al calendari. Da Ippona, Agustei dutùr, l'è gnüd a Milan al Vescuv Ambrös l'ha batesà cul batesim l'è diventà cristiân ‘n seguit al cristianesimo l'ha predicà. La bianca Arca‘n San Pedar‘n Ciel d'Or i Agustiniân cun amùr la cunservan Sant, Prufeta e i sèt virtù sculpì cul cör tanta gioia al Sânt cal riposa agh risèrvan. Papa Benedetto sedicesimo l'ha elèt al so prutetur Sant'Agustei al g'ha‘nsegnà al cristianesimo la tesi ad laurea l'agh fu unùr. A Sant'Agustei‘n San Pedar‘n Ciel d'Or ‘n Cripta agh fa cumpagniâ par l'eternità Severino Boezio dla cristianità un vero tesòr che Teodorico l'ha fat martirisà. Fagh visita‘s riceva l'insegnament tant'arte e tanti ricord al prupona ai fedel al Sant al ga ristora la ment da sentìs cul cör cristiân al prupona. I Saraceni a Cagliari in Sardegna hân mis a l'asta Sant'Agustei l'han tratà me‘na statua che a vendla cunvegna l'ha riscatà Liutprând e l'ha fat bei. Rino Zucca VOGHERA Che brutta novità in alcuni cimiteri nVolevo segnalare che da alcune settimane sono stati posizionati, nei piccoli camposanti di Medassino, Oriolo (e forse in qualche altro limitrofo) e afferenti al Comune di Voghera, degli orrendi solidi in cemento a forma di "parallelepipedo" di fronte alla Croce di ns. Signore. Credo che servano per piano d'appoggio su cui collocare le bare dei cari defunti prima della benedizione ultima. Ebbene, ritengo che un po' più di sensibilità e rispetto al riguardo sarebbe stata più opportuna per una scelta di manufatto più idoneo e consono allo scopo. Teresio Sanga ALBONESE I forzieri del Vaticano sono autonomi nGentire direttore, la lettera "caliente" pubblicata qualche giorno fa a firma del signor Zangrandi circa i forzieri vaticani e la partecipazione della chiesa ai sacrifici per il bene comune è intrigante assai. Non si può fingere di non sapere che il Vaticano è una realtà territoriale e giuridica autonoma, nè più nè meno della repubblica di San Marino. Piuttosto, a rigor di logica, il beninformato signor Zangrandi faccia i conti in tasca al Quirinale: a nostre spese mantiene duemila dipendenti, quattro volte quelli della regina d'Inghiletrra! Ma torniamo alla chiesa, quella italiana , per stare in argomento. La chiesa italiana, si sa, è suddivisa in diocesi (come le province) ed in parrocchie (come i comuni). In Lombardia, per esempio, ci sono dieci diocesi con circa tremila parrocchie e semila preti. Ogni parrocchia è un ente giuridico ed amministrativo diretto da un parroco, sotto la supervisione della curia diocesana. Alla parrocchia spetta anche la manutenzione delle chiese, che sono un patrimonio culturale nazionale. Il Vaticano non contribuisce a tale manutanzione, e lo Stato lo fa tramite il famoso otto per mille. E, tanto per non sfuggire alla polemica, perchè il Vaticano dovrebbe vendere le opere d'arte? Forse che lo Stato italiano mette in vendita le opere conservate nei musei? Dunque, "Date a Cesare quel che è di Cesare"! Ed alla chiesa quello che è della chiesa. O no? Cervio don Francesco