Garlasco si divide sul caso Rotonde

GARLASCO Cinque anni fa problemi con i decibel ci furono all'Art Cafè di corso Cavour durante l'isola pedonale dei sabati sera d'estate. Plateatico, allestimento sulla strada, musica fino a mezzanotte, come stabilito per gli altri locali coinvolti nell'iniziativa affiancata all'apertura dei negozi. All'epoca fu un'ex insegnante residente in via del Carretto a chiedere le verifiche dell'Arpa, convinta che il volume delle casse fosse oltre i limiti previsti per un bar in pieno centro. I controlli diedero torto ai titolari, convinti al contrario di non aver mai violato nessuna norma in materia di inquinamento acustico. Dal Comune la presa d'atto della sanzione amministrativa (circa 1600 euro) e il conseguente verbale a carico dell'esercizio. La vicenda si concluse con il ricorso (respinto) del multato e la decisione dello stesso di disertare da quel momento in poi gli appuntamenti con la musica all'aperto. (si.bo.) di Simona Bombonato wGARLASCO Cinquecento firme per "salvare" le Rotonde, e contrapporre alle lamentele il ruolo che la discoteca ha svolto negli anni sia per l'economia locale (l'indotto dei cento tra bar e pizzerie), sia per l'identità di un paese che viceversa sarebbe rimasto come tante altre realtà di provincia sotto i 10mila abitanti. Dietro l'espressione locale storico si legge praticamente tutto questo. E proprio l'espressione locale storico ricorre nello scritto (non firmato) che ha dato il via alla petizione pro Rotonde. Troppo forse, visto che si parla di una discoteca, ma a Garlasco le Rotonde esistono dal 1964. Il resto è storia recente. In meno di una settimana la raccolta firme ha mobilitato 500 persone. Pare sia partita da un gruppo di ragazzi che frequentano le piscine dello stesso complesso, presenti - a quanto si dice in paese - al momento in cui le forze dell'ordine hanno sequestrato gli impianti audio-sonori. Ma a firmarla adesso sono anche i pensionati. Una A4 battuta a computer che circola nei bar tra corso Cavour e piazza Repubblica, esposta sul banco dei caffè. Chi vuole firma. A cinque giorni dal sequestro degli impianti convalidato dal gip (sequestro contro cui il locale ha depositato opposizione formale in procura a Vigevano), Garlasco si divide. C'è chi difende i residenti di via Leopardi che hanno presentato 5 esposti ai carabinieri contro la musica troppo alta della discoteca estiva e del disco-bar Parotty. E dall'altra parte c'è l'invito alla tolleranza messo per iscritto nella petizione. Mi fa piacere, fa bene al morale. Da 46 anni facciamo questo lavoro al meglio. Se non va più bene vorrà dire che cambieremo mestiere: Luigi Comelli, 62 anni, amministratore unico del complesso, ha commentato per la prima volta dal giorno in cui è esploso il caso. Per l'Arpa però non ci sono dubbi. A finestre chiuse il complesso sfora di 7 decibel il tetto massimo dei 55 imposti per legge e lo scarto sale a 12 nel caso dei test a finestre aperte. Prima del provvedimento la musica era consentita fino alle 3 di notte, come da regolamento comunale. Qui non si dorme se non a finestre chiuse, dal giovedì a quando fanno l'animazione in piscina. Questo dicono i residenti in zona Rotonde. Difficile pensare a un punto di incontro tra loro e il gestore, anche perchè c'è di mezzo un sequestro giudiziario. Il sindaco Pietro Farina ci ha provato a metà settimana in municipio e ancora ci spera. L'accordo è possibile, basta volerlo, ha detto.