«Agli alberghi servono contributi statali»
ROMAGNESE Una stagione discreta, ma forse si poteva fare di più. E' in sintesi il pensiero dei gestori dei due alberghi di Romagnese. Si lavora come tutti gli anni – dice Giuseppe Matti dell'Hotel Penice – D'altro canto tradizione e rapporti consolidati nel tempo con la clientela abituale fanno la differenza. Certo, sono tempi di crisi per tutti e bisogna accontentarsi. Colgo l'occasione per lanciare un discorso relativo all'impianto di risalita di Casa Matti, purtroppo fermo da tempo: gli pubblici dovrebbero darsi da fare per consentirne il riutilizzo, magari con una revisione tale da poterlo far rientrare in funzione. In tal modo sarebbe un incentivo in più per il turismo e si potrebbe anche pensare ad un discorso di doppia stagione. Buoni riscontri anche dall'attività di mountainboard e sci d'erba che si svolge grazie a Progetto Penice presso l'attigua pista. All'albergo ristorante Alpe di Casa Matti si punta anche sui giovani: Ospitiamo formazioni giovanili di calcio del Villanterio e della Torrevillese – dice Maurizio Cotroni – In precedenza abbiamo avuto ospiti studenti della media Casorati di Pavia e del liceo musicale di Pavia, per una serie di stage. Il bilancio fino a questo punto è passabile, forse bisognerebbe puntare di più su attività di mountain bike ed equitazione. Funziona la collaborazione con il Comune di Romagnese, ci sono benefici effetti anche per le tante manifestazioni organizzate in paese e nelle frazioni. L'albergo-ristorante Da Massimo in piazza Castello ha fatto registrare discreti risultati. (c.g.)