Uccide moglie e si suicida «Nessuno l'ha fermato»

CASALPUSTERLENGO Padre di tre figli ammazza la moglie a coltellate e poi si toglie a sua volta la vita con fendente al cuore della stessa arma, un coltello da cucina. La tragedia attorno alle 20.30 di venerdì a Casalpusterlengo in una villetta bifamiliare di via Polenghi, quartiere Ducatona. E c'è già chi parla di tragedia annunciata, perché, come spiega ora un conoscente, gli scatti d'ira di Silvio Peviani, 57 anni, impiegato della multinazionale Lever nello stabilimento casalino, erano ben noti. Nessuno l'ha fermato. Dopo gli scatti d'ira si pentiva, e tutto finiva con le scuse. Una volta aveva messo trappole sul muro di cinta dell'abitazione per catturare i gatti che passavano e gli davano fastidio. E già più volte aveva alzato la voce con la moglie Luisa Dametti, 52 anni, originaria della provincia di Enna. Per tre giorni, in settimana, la donna era andata senza di lui al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Poi il marito l'aveva convinta a tornare con una telefonata di fuoco. Perché venerdì sia scoppiato il litigio fatale, i carabinieri di Casalpusterlengo e del reparto operativo di Lodi devono ancora chiarirlo. Ma è l'ultimo tassello che manca all'indagine del pm Caterina Centola e c'è anche un supertestimone: è la sorella dell'omicida-suicida, che pochi minuti prima della tragedia aveva ricevuto da sua cognata Luisa una telefonata con la richiesta di correre a casa loro per far ragionare suo fratello Silvio, che appariva fuori di sé. Quando la donna è arrivata, suo fratello le ha aperto la porta e subito le ha detto di aver ucciso la moglie. Neppure il tempo di rendersene conto e l'uomo è corso in cucina, dove giaceva già senza vita la consorte, e si è affondato la lama nel torace. Il personale del 118, arrivato in pochi minuti, non è riuscito a rianimarlo. Subito intervenuti anche i carabinieri allertarti da un vicino di casa che aveva sentito urla strazianti provenire dalla villa in via Polenghi 18. La salma della donna, impiegata di banca, e del marito ora riposano fianco a fianco nella camera mortuaria dell'ospedale di Codogno in attesa dell'autopsia. A Casalpusterlengo nessuno si aspettava una simile tragedia. I figli, che ancora abitano con i genitori, al momento del dramma erano fuori casa. Chiara Riffeser