Sannazzaro, "ispezione" al disegno di Padre Pio
SANNAZZARO Quell'effige sfumata che appare sul frontale dei garage del condominio Beta in via Cei, attribuita al volto di San Padre Pio, è da qualche giorno meta di qualche curioso e fedeli. Quel volto che si intravede in un originale gioco di chiari-scuri, spinge alcuni a sostenere la "tesi" di Emanuela Ponzio, la pensionato che ha scoperto l'immagine; altri restano decisamente scettici. Certo è che una figura umana, dentro il vuoto lasciato sul muro dalla caduta di una porzione di intonaco, si intravede. L'attribuzione dice Emanuela Ponzio – è solo questione di fede. Io sono particolarmente devota al santo di Pietralcina e non ho dubbi. Quell'immagine è visibile, chiunque giudichi a modo suo. E ieri mattina, quasi a sfatare qualche maligneria circolata nei giorni passati a Sannazzaro, si sono mossi anche alcuni volontari tra i quali un esperto di pittura. Lo scopo? Verificare, una volta per tutte, se quella flebile immagine che si vede sul cemento nello spazio, stranamente a forma irregolare di cuore, da cui è franato a terra l'intonaco, sia artefatta o naturale. Così Giorgio Papa, appassionato d'arte, che ha presenziato al sopralluogo: Non c'è nulla di artificioso. Secondo chi ha esaminato da vicino la figura, si tratta di un intreccio di calce effettuato all'origine quando fu edificato quel muro, quindi tanti anni fa. La caduta dei calcinacci ed il percolamento da pioggia dai pluviali ha determinato, per puro caso, colori e tratti velati, che rispondono al viso reclinato di una persona. Insomma, nessun dubbio: quella figura, attribuita da qualcuno a Padre Pio, è visibile ad occhio nudo; certamente attribuibile ad eventi naturali. Ma intanto davanti a quella figura si racconta che qualcuno si fermi a pregare. Paolo Calvi