Misseri scrive alla moglie «Scusami, sono un mostro»

AVETRANA Sto ancora aspettando Michele. Ma io voglio la verità. Se deve continuare a ribadire le sue frottole può starsene da solo o con la sua famiglia. Nel primo anniversario della morte della figlia, Concetta Serrano, la madre di Sarah Scazzi uccisa il 26 agosto di un anno fa ad Avetrana, si dice pronta a incontrare il cognato Michele Misseri. Intervistata da Repubblica, dichiara di aspettarsi giustizia, anche se neanche la pena capitale basterebbe. E lunedì prossimo, quando comincerà l'udienza preliminare nel tribunale di Taranto, sarà in aula perchè voglio guardare in faccia mia sorella e mia nipote. Intanto ieri Michele Misseri ha oscurato il cancello della sua villetta di via Deledda con un lungo telo verde per evitare l'eventuale assedio dei media e dei turisti dell'orrore. Ti chiedo scusa per quello che ti ho causato, sono un mostro: ha scritto lo zio di Sarah in una delle otto lettere inviate in carcere alla moglie, Cosima. Alcune decine di persone, soprattutto donne e bambini, hanno poi ieri portato per tutto il giorno sulla tomba fiori e messaggi. Su tutti spiccava un piccolo manifesto disegnato su un cartoncino rosa dal titolo: Sarah, per non dimenticare realizzato dalle amiche del cuore. Un anno senza di te, senza il coraggio di parlare - era scritto - paura di qualcuno che ha trasformato la tua luce in tenebre. La verità non si ha il coraggio di dirla e nel silenzio, passo dopo passo, emergerà ciò che è nascosto. Non si può tenere un macigno sul cuore rendendosi prigionieri di se stessi. L'unica certezza: riabbracciarti un giorno! A far da custode alla tomba c'era papà Giacomo, che ha costruito tra le lacrime quel piccolo monumento dopo il ritrovamento del corpo della figlia . Dal canto suo, per evitare polemiche e strumentalizzazioni, come quelle che accompagnarono il calendario per raccogliere fondi per un canile da intitolare a Sarah, il comune di Avetrana ha deciso di non organizzare iniziative in ricordo.