Belgioioso, rischio crollo Lavori alla porta del '700
BELGIOIOSO Pericolo di crollo per la porta del settecento che conduce in via Dozzio. Una crepa sul pilastro e poi alcuni calcinacci caduti a terra dall'arco del portale che affianca la piazza principale, di fronte all'ala medioevale del castello. Tanto spavento da parte dei passanti e poi l'allarme, lanciato da un funzionario della banca vicina alla struttura fatta realizzare da Alberico, principe di Belgioioso. L'amministrazione comunale ha deciso di intervenire immediatamente per evitare conseguenze drammatiche e ha rinforzato il pilastro e messo in sicurezza l'archetto. Non è da escludere, fanno sapere dal municipio, che presto verranno eseguite attente verifiche per valutare la staticità dell'intera struttura. Per il momento – sottolinea Laura Barozzi, dell'ufficio tecnico – è stato effettuato un intervento di urgenza per mettere in sicurezza l'archetto che peraltro si trova sopra un passaggio pedonale. Non è da escludere che esistesse già una crepa che poi si è allargata in modo preoccupante. Il pilastro su cui poggia l'arco – spiega il sindaco Fabio Zucca – si stava staccando dalla parte del muro che si trova sul lato della banca e vi era il rischio che la porta si spaccasse. E si ripresenta il problema del traffico e la necessità di una tangenziale che preservi il centro del paese dal continuo passaggio di auto e mezzi. "Una delle cause della lesione potrebbe essere l'intenso traffico che grava anche sulla provinciale Torre de' Negri – Bascapè, nonostante il divieto di passaggio ai mezzi pesanti. Ma l'episodio segnala l'esigenza di batterci per una tangenziale, anche a tutela dei nostri beni storici. Il portale d'ingresso al paese era preceduto dalla cosiddetta "curva dei leoni" e, secondo l'idea scenografica di Alberico, avrebbe dovuto riproporre le grandi prospettive tipiche del settecento, una grande strada che dall'Olona conduceva al castello. Il principe – continua Zucca – aveva in parte realizzato l'esedra che non esiste più, ma abbiamo recuperato quell'area dove ora vi è un giardino da cui si può rivedere la prospettiva voluta da Alberico. Stefania Prato