Sannazzaro, furto alla Cimis Il bottino è di 50mila euro

SANNAZZARO Fanno irruzione nelle rimesse e nei capannoni dello stabilimento, causano gravi danni a mezzi meccanici e strutture e poi fuggono a bordo di un autoarticolato della ditta, carico di tubi e lamiere in acciaio: l'ammontare del furto sarebbe valutabile attorno ai 50mila euro, oltre il valore dei danni. Il colpo messo a segno presso la ditta Cimis di via Buonarroti ha il sapore di un furto su commissione; sarebbe stato condotto da mani abili, in grado di far partire alcuni mezzi meccanici senza l'uso delle chiavi, di manovrare carrelli elevatori e di saper caricare materiali ingombranti e pesanti quali tubazioni in acciaio di vario diametro e di lunghezza anche pari ai sei metri. Insomma, autentici specialisti che sanno anche piazzare la merce rubata, soprattutto materie prime in metallo pregiato (acciaio) usate in impiantistica industriale. Tutto è accaduto di notte; i ladri hanno scavalcato la recinzione che delimita la sede e le officine della Cimis, azienda che detiene importanti commesse in materia di manutenzione ed impiantistica industriale in ogni parte d'Italia. La banda, ancor prima di mettere le mani sulla pesante (e preziosa) refurtiva, ha lasciato alle sue spalle diversi danni: parabrezza di camion e furgoni rotti, serrature di portoni forzate, officine messe sottosopra. I ladri hanno quindi messo in moto una motrice senza l'uso delle chiavi, le hanno agganciato un pianale e sull'autoarticolato hanno, con grande abilità, caricato pezzo dopo pezzo, con l'uso di un muletto sollevatore anch'esso messo in modo senza l'ausilio delle chiavi, diverse lamiere e tubazioni in acciaio in giacenza. Si è trattato di un carico certamente ingombrante, difficile anche da mettere in sicurezza in vista del trafugamento dal cantiere del suo trasporto su strada. Poi un forte impatto che, verso l'una di notte, ha destato un residente della zona, molto periferica e poco abitata. Da qui la telefonata alla famiglia proprietaria. A destare nel sonno il vicino di casa è stata l'azione finale, certamente spericolata: una volta ultimato il carico, i ladri si sono serviti di un altro camion per fare da ariete sul cancello d'entrata e su parte della recinzione creando quella breccia da cui l'autoarticolato con la refurtiva si è allontanato. Ieri mattina la motrice del tir è stata rinvenuta, abbandonata, sulla piazzola dell'autostrada Torino-Piacenza nelle vicinanze di Asti. Del pianale e del prezioso carico di materiali metallici, sottratti nei magazzini della Cimis, nessuna traccia. La nota azienda sannazzarese è coperta da assicurazione contro i furti. Paolo Calvi