Chiozzo, stagione finita «I pavesi ci snobbano»

di Anna Ghezzi wPAVIA Le previsioni del tempo danno ancora sole e caldo torrido. Ma domani la piscina il Chiozzo, storica alternativa all'allora piscina comunale per chi faceva la villeggiatura in città, chiude la stagione. Apriamo la prima decade di giugno e di solito chiudevamo il giorno dopo Ferragosto. Quando i centri estivi si svuotano, ci svuotiamo anche noi, racconta il gestore Sergio Riscalzati all'ombra della cascata di acqua che arriva da Mirabello, nell'angolo più fresco accanto al bar. Il Chiozzo, un tempo spiaggia di Pavia almeno quanto il Lido che si intravede sull'altra sponda, oggi è la piscina dei bambini. I pavesi ci snobbano – ammette il gestore – è così da sempre, da quando sono arrivato nel 1996. Preferiscono lidi più chic, più moderni. Noi siamo rimasti un'oasi per chi vuole star tranquillo. La nostra è una piscina alla buona, non importa come ci si veste o la griffe del costume. Si fa il bagno, si gioca, si prende il sole nella natura. E questo, anche se i pavesi non lo apprezzano da tempo, è motivo di forte appeal per i milanesi dell'hinterland che arrivano a frotte sabato e domenica. Al Chiozzo ci sono almeno dieci bambini per ogni adulto, sono quasi tutti dei centri estivi. Qualche ragazzo arriva in motorino, ma sono pochi habitués. Noi andiamo avanti fino al 9 settembre – racconta Andrea Zappa, che è stato uno dei fondatori del centro estivo dedicato agli sport –. E' un peccato non poter più venire in piscina, vorrà dire che faremo più sport in sede. Nella piscina grande i bambini giocano, si tuffano, corrono verso lo scivolo, scherzano con il fungo- cascata. Ci sono i ragazzini del centro estivo del Cus che hanno dai 4 ai 15 anni e poi quelli dello Uisp del circolo Grassi, dai 5 ai 12 anni. Ora siamo pochi, ma dipende dalle settimane – racconta Andrea Zappa –. Veniamo in piscina tre volte alla settimana, qui facciamo corsi di nuoto e di canoa per i più piccolini al mattino, quando non c'è nessuno. Giochiamo a pallanuoto, a bocce, a beach volley. Gli altri giorni invece siamo nella sede di via Bassi a giocare a basket, calcio, pallavolo, rugby, badminton, baseball, i più grandi fanno equitazione, atletica, canoa e rafting, tiro con l'arco, arrampicata, atletica e scherma. Gaia Calandrini, 24 anni, di San Martino, dà una mano, e militando nella Croce verde è sempre pronta in caso di necessità. Io mi occupo dei piccolini – racconta Patrizia Banchieri – vogliono sempre giocare a palla. E per chi non sa nuotare lo scivolo si fa con i tubi galleggianti. Da via Amati arrivano i bimbi del Uisp: Ci veniamo una volta a settimana – racconta Mauro Raschini – è perfetta per i bimbi. La mattina si impara a nuotare, poi si gioca e si pranza al sacco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA