Strage di fagiani a Rivanazzano
RIVANAZZANO Su 200 fagiani, pronti per essere immessi sul territorio, più di 20 sono morti di sete e di caldo prima ancora di aprire le gabbie. Secondo i cacciatori di Rivanazzano la colpa è stata delle temperature torride di questi giorni e soprattutto di una decisione dell'Ambito territoriale di caccia numero 4, quello di Casteggio, giudicata intempestiva e sbagliata. A raccontare l'accaduto sono i cacciatori della sezione Federcaccia di Rivanazzano. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è stato effettuato uno dei periodici lanci di ripopolamento dei fagiani - spiegano i cacciatori di Rivanazzano - Si tratta di una delle attività di cui si occupa l'Atc 4, tramite il suo comitato di gestione, che utilizza a questo scopo le quote versate ogni anno dai cacciatori stessi. Nel territorio del nostro Comune era prevista la liberazione di circa 200 esemplari, destinati al ripopolamento di una serie di zone. I punti in cui liberare i fagiani non vengono scelti a caso ma in base alle esigenze degli animali, che devono avere acqua, cibo e zone di rifugio. Quando abbiamo aperto le gabbie, però, ci siamo trovati davanti a una scena sconfortante. Più di 20 fagiani erano già morti, verosimilmente di sete e di caldo, mentre numerosi altri esemplari erano davvero malconci, al limite dello sfinimento. Vogliamo precisare che non si tratta di esemplari comprati da allevamenti sconosciuti, magari all'estero, e quindi costretti ad affrontare viaggi da centinaia e migliaia di chilometri nei camion. I fagiani provenivano tutti da allevamenti certificati e posti a breve distanza da qui: quindi avevano trascorso nelle gabbie al massimo un giorno. Perché sono morti, allora? Secondo noi - rispondono gli esponenti della Federcaccia di Rivanazzano - è stata colpa di una decisione sbagliata dell'Atc4. In base a leggi e regolamenti gli animali andavano liberati entro il 31 agosto, ma le condizioni meteo di questi giorni imponevano uno strappo alla regola. Dato che le gabbie erano a norma, la colpa è stata delle condizioni del viaggio. Si poteva almeno aspettare qualche giorno. Avere oltre il 10% degli animali morti in quel modo è inammissibile. Secondo noi il lancio non doveva essere fatto in queste condizioni. I cacciatori sanno che queste condizioni meteo, con temperature estreme e siccità, compromettono le possibilità di inserimento degli animali nel nuovo habitat naturale e quindi la loro stessa sopravvivenza anche dopo il lancio. Oltre alle sofferenze inflitte agli animali, c'è anche un discorso economico: sono soldi buttati via. Noi della Federcaccia di Rivanazzano accusiamo di malgestione la dirigenza dell'Atc4 di Casteggio.(p.fiz.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA