Una storia d'altri tempi, da Mede ad Alessandria in bicicletta
Eravamo nell'anno 1953. Frequentavo il secondo anno di ragioneria ad Alessandria, Istituto Leonardo da Vinci. Unico mezzo pubblico di collegamento, il treno della linea da Pavia ad Alessandria, in partenza da Mede alle ore 6,05. Viaggio abbastanza disagevole ma ben sopportato. Tutto procedeva nella solita routine fino al giorno in cui i ferrovieri entrarono in sciopero: era primavera inoltrata e ci recammo dal nostro preside per chiedere di essere giustificati per l'assenza del giorno dopo. Ma la risposta del preside fu un no secco: gli studenti che non si non si fossero presentato alle lezioni avrebbero dovuto recarsi a scuola accompagnato dai genitori. Quanta differenza rispetto ai troppo permissivi tempi odierni! Con questa premessa e in mancanza di altri mezzi per recarci a scuola non ci restò altro da fare che raggiungere Alessandria in bicicletta. Alle 5.30 del mattino seguente partimmo dalla piazza di Mede. Pedalando di buona lena e tenendo una velocità media di circa 20 chilometri orari, dopo aver scalato la "mitica" salita della Colla, riuscimmo ad arrivare ad Alessandria per l'inizio delle lezioni. Dopo una mattina piuttosto tranquilla favorita dalla clemenza dei professori che avevano capito il nostro disagio, si arrivò al termine delle lezioni. Recuperate le biciclette partimmo subito, senza mangiare, con la smania di arrivare presto a casa. Giunti però alla salita della Colla, molto più dura dal versante di Valmadonna, in crisi da fame e senza energie, ci piantammo letteralmente sui pedali e salimmo gli ultimi tornanti a piedi tenendo per mano la bicicletta. Finalmente la "grande" vetta venne superata e procedendo ad una velocità consentita dal nostro grado di stanchezza, arrivammo a Mede verso le ore 16. Eravamo tutti molto affaticati ma anche molto soddisfatti nella consapevolezza di aver di aver adempiuto al nostro dovere di studenti. Giampiero Ceriana L'autore vive a Mede e ha raccontato una storia della sua giovinezza.