La canottiera di Bossi un messaggio padano

Fra i 15° di minima e i 26° di massima la canottiera è appena coprente. Carta velina. Lassù, a Calalzo di Cadore, Belluno, Cialauz in lingua ladina, fascia termica A, l'aria è fresca e fina: a 806 metri il clima è decisamente anti-padano. Ma Umberto Bossi la canottiera a coste l'indossa lo stesso. Perché è un indumento segnaletico in tempo di crisi economico-finanziaria globale e di turbolenza dentro la Lega. Non c'è suono fonosimbolico, pugno, ideogramma o capo d'abbigliamento che non abbia un significato politico. Prepolitico. Al riguardo Bossi è uno specialista, e la canottiera è il sigillo della sua leadership. Se la mette o la rimette, qualcosa sta per capitare, testimoni quelli del cosiddetto cerchio magico, infuocato dal fedelissimo Roberto Calderoli in camiciola bianca e con jeans tagliati in coscia non proprio attraente, e rafforzato dall'alleato Tremonti che invece veste dandy. Stessi compari che in estate festeggiano il compleanno di Tremonti a Calalzo e consumano la cena degli ossi nel pubblico ritiro. Ossi di chi? La canottiera di Bossi sillaba un avvenimento imminente, un distinguo totale dal doppiopettismo di Berlusconi, e più che altro un ritorno al padanismo irredento. Tradotto: sono ancora io, l'Umberto. E' una messa in guardia ascellare. Perché la canottiera ha fortissimi, potentissimi, virilissimi significati. Il primo è quello del macho erotico, ma non dovrebbe essere il caso di Bossi. Il secondo è riferito alla rappresentazione in cotone e spallini stretti dell'intimo-plebeo e del plebeo-intimo. E' evidentemente che la segnalazione è indirizzata alla base leghista, agli istinti del proletariato federalista o, ancor più arcaico, secessionista. La canottiera è la corazza degli uomini da melonaia, degli ortolani combattenti, dei pedemontani irrigatori, del dopopranzo agreste. Eppure essa, la canottiera, è un indumento vituperato: quasi nessun uomo giovane o in età oggi l'indossa, peggio se bianca, se non i tamarri con lo stuzzicadenti al labbro o i bauscia con la panza in fuori. E', infatti, un indumento antiquariale, oppure da tenere sotto la t-shirt, neanche da mostrare o far trasparire. Ma Bossi non è un misuratore d'eleganze lessicali o d'abbigliamento. Canottierizzato comunica che la Lega va in trincea. Se sommate la riapparizione di capo di intimo al resto, potete convincervi che per la Lega è subbuglio interno ed esterno. Collegate tutto, anche il cannoneggiamento al ministro Brunetta ("nano di Venezia, non deve rompere i coglioni") e il non tanto lontano "immigrati föra di ball" mentre Berlusconi visitava Lampedusa, per intuire che il capo della Lega sta spianando il metallico armamentario della battaglia. Alcune sere fa a Ponte di Legno il senatùr aveva dichiarato: "Tremonti finito a settembre? È miopia. Non hai capito un c... Tremonti non salta". Certe cose si possono dire solo dentro una canottiera nordista.