«Più colpi alla testa Stefano ucciso così»
OSPEDALETTO LODIGIANO In base ai risultati dell'autopsia eseguita in Grecia sarebbe stato colpito alla testa più volte Stefano Raimondi, lo studente dell'Università Cattolica di 21 anni e residente a Ospedaletto Lodigiano morto all'alba del 29 luglio scorso in una discoteca dell'isola di Mykonos in seguito a una violenta rissa: lo rivela la procura della Repubblica di Lodi che ha aperto un fascicolo d'indagine conoscitivo, modello 45, per accertare che venga esercitata l'azione penale per l'episodio che ha coinvolto il giovane lodigiano all'estero. Anche se la frattura di un osso del cranio sul lato sinistro, estesa e di oltre cinque centimetri di lato, sembra inferta dal più violento dei colpi inferti utilizzando una grossa bottiglia di vodka utilizzata come una clava dall'aggressore, sono emerse infatti tracce di un'altra frattura significativa in un altro osso in una diversa regione del capo, oltre a contusioni ed ecchimosi al volto. Confermati anche i tempi lunghi per l'arrivo dei soccorsi, una quarantina di minuti, e un primo tentativo di rianimazione effettuato da una ragazza comunque senza efficacia. L'avvio del giudizio in Grecia per il cittadino svizzero di origine greca di 23 anni accusato ora di omicidio volontario è previsto per i prossimi mesi, anche se non è stata ancora comunicata alla procura lodigiana una data, mentre i filmati realizzati dal circuito interno del locale offrirebbero della rissa fatale immagini non particolarmente chiare, indicando comunque che lo scontro fisico che ha coinvolto alcuni dei giovani lodigiani e anche due amici dello svizzero, ora detenuto in carcere, è durato meno di un minuto. Ma alla luce delle ultime indiscrezioni il particolare dei colpi ripetutamenente inferti aggraverebbe la posizione dell'imputato. Chiara Riffeser