«Aspettiamo delle risposte La soluzione è differenziare»
PAVIA Cauta attesa. Si potrebbe definire così l'atteggiamento dei sindacati dei chimici in queste settimane dopo l'annuncio dell'inizio delle procedure di autorizzazione per lo stabilimento di Singapore che, tra un paio d'anni potrebbe affiancarsi a Pavia e Cramlington. Che una multinazionale farmaceutica abbia un solo stabilimento che produce il prodotto di punta non è normale – spiega Giorgio Mercuri, segretario della Federazione italiana lavoratori chimici energia manifatture della Cgil – . Quindi l'acquisizione della licenza da parte dello stabilimento inglese non ci aveva preoccupato. Ma ora occorre capire in quale luce si colloca l'allargamento della produzione anche a Singapore. In gioco c'è la necessità di non far diminuire la produzione di Januvia a Pavia: Vale il 70 per cento della produzione, e quindi del fatturato, della manodopera – riprende Mercuri – . Questo mette lo stabilimento di via Emilia in una condizione di debolezza nei confronti degli andamenti del mercato. Se diminuisce molto la domanda, si va in difficoltà e il rischio è grande. E ora occorre sostenere una domanda inaspettatamente superiore alle previsioni. Per questo da anni i sindacati si battono per una diversificazione dei prodotti realizzati a Pavia. Ma sotto questo aspetto la dirigenza della multinazionale non ci sente – riprende Mercuri –. Se Pavia è tutta focalizzata sul Jianuvia, la "concorrenza" degli altri stabilimenti pone un problema a medio termine, soprattutto se non si manterrà elevata la domanda. Il punto è che, a livello locale, non ci è dato conoscere le strategie della multinazionale – conclude il sindacalista –. Che comunque ha una prospettiva al massimo di due anni.