Il tassista rifiuta di portarla a casa

PAVIA Francesca P. ha 75 anni. Mercoledì mattina si frattura il dito di un piede e al pronto soccorso del San Matteo, dove tra l'altro è arrivata in sella alla sua bicicletta, le ingessano la caviglia sinistra. Vive sola, senza parenti a cui chiedere un passaggio per tornare a casa e così chiama un taxi. Sale a bordo, dà il suo indirizzo - in centro storico - e chiede al tassista se, una volta sotto casa, la può anche aiutare a salire i primi quattro gradini che portano nell'androne del palazzo. Poi c'è l'ascensore che si apre proprio davanti alla porta del suo appartamento. A quel punto il tassista ha cominciato a recriminare – racconta la signora ancora allibita – . Mi ha detto che non avrebbe trovato parcheggio, nonostante la mia via sia sgombra dalle auto da giorni perché molti residenti sono in vacanza. E che proprio quel servizio non l'avrebbe fatto. Ha invertito il senso di marcia e l'ha riaccompagnata davanti all'ingresso del pronto soccorso. Davanti ad alcuni dipendenti e ad altrettanti pazienti più sconcertati della signora che, visibilmente scossa, è scesa dal taxi. Lui era piuttosto infastidito – dice un'infermiera che era presente al fatto –. Diceva ad alta voce che il suo lavoro è fare il tassista, non il facchino. Sta di fatto che alla signora ha fatto pagare la corsa: 7 euro. Con lo sconto ha precisato. Per non essere nemmeno uscito dalle mura dell'ospedale. Se una persona sola chiede un taxi un motivo ci sarà – dice la signora Francesca –. Evidentemente non ha chi può trasportarla. E poi quando mi ha preso a bordo ha visto che avevo il piede ingessato. Avrebbe potuto dirmi subito che non intendeva accompagnarmi. E dire che poi tutti si lamentano per la crisi. Si vede che questo signore non aveva bisogno di lavorare. Peccato, gli avrei dato pure la mancia. Scaricata dal taxi la donna è stata assistita dall'ufficio informazioni interno al pronto soccorso che le ha cercato un'ambulanza privata che la riaccompagnasse a casa. Gli operatori della Croce Blu di Zinasco l'hanno riportata a domicilio, utilizzando la poltroncina per il trasporto speciale. Il servizio, da tabella Asl, in città entro i 15 km costa 33,47 euro. Alla fine alla signora Francesca rientrare a casa è costato 40 euro e molta amarezza. Mario Mossini, presidente di uno dei due consorzi di taxi pavese stigmatizza l'episodio. Non conosco il fatto ma invito la signora o i testimoni a segnalare il numero del taxi, che è ben visibile anche sulle portiere, al comando di polizia municipale – dice – . E' un caso anomalo e da condannare. Mi spiace che sia successo. Però non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Noi abbiamo molte clienti anziane che portiamo regolarmente in giro. Sono clienti affezionate e per loro abbiamo sempre un'attenzione in più.(m.g.p.)