Ex detenuto spacca tutto in ospedale
di Paolo Fizzarotti wVOGHERA E' arrivato al pronto soccorso di Voghera direttamente dal carcere di Napoli e si è fatto visitare con un pretesto: poi, quando i medici gli hanno detto che stava bene e che non potevano fare nulla per lui, ha dato in escandescenze e ha spaccato tutto. Ci sono voluti un nugolo di infermieri e l'equipaggio di una volante del commissariato di Voghera per riuscire a immobilizzarlo. Dato che si tratta del secondo episodio del genere verificatosi al pronto soccorso di via Carlo Emanuele nel giro di 15 giorni, i sindacati di categoria puntano il dito sulla questione-sicurezza e annunciano la richiesta di un incontro con la direzione dell'azienda ospedaliera per risolvere il problema. A finire nei guai è stato A.Z., un marocchino di 41 anni senza fissa dimora in Italia, con una sfilza di precedenti penali per reati contro il patrimonio, danneggiamento, lesioni personali e stupefacenti. Questa volta la polizia di Voghera lo ha denunciato per i reati di danneggiamento aggravato, interruzione di pubblico servizio, false attestazioni di generalità e violazione delle leggi in materia di immigrazione. Nei giorni scorsi A.Z. viene scarcerato dalla casa circondariale di Secondigliano (Napoli), prende un treno e - non si sa per quale ragione - viene direttamente a Voghera. Il marocchino non ha soldi in tasca, nulla da mangiare, nè un posto dove andare. Al pomeriggio l'immigrato si reca al pronto soccorso e lamenta una crisi d'asma. I medici lo visitano, gli danno qualche farmaco e poi lo dimettono: A.Z., infatti, non ha nulla che giustifichi un ricovero. Il marocchino, però, non se ne va: anche perché non ha un posto dove andare. Il 41enne resta nella zona dell'ospedale: lo vedono entrare e uscire più volte dal pronto soccorso. Verso le 19, all'improvviso, l'uomo dà in escandescenze. Urlando, si lancia a testa bassa contro una vetrata dell'atrio, spaccandola. Anche se sanguina copiosamente da alcuni tagli, A.Z. non si calma. Il marocchino si avventa contro una porta, tra la sala di attesa e i servizi igienici, e la scardina, provocando danni all'infisso. Il personale chiama il 113, che manda sul posto una pattuglia. Insieme, poliziotti e infermieri riescono a bloccare l'esagitato, che viene ricoverato in psichiatria con un Tso. L'idea prevalente, però, è che A.Z. non sia matto: ha fatto la scenata solo per avere un tetto sulla testa per qualche giorno. Quando viene dimesso dal "repartino", l'immigrato fornisce ai poliziotti un nome falso: viene però identificato con certezza grazie alle impronte digitali, e scatta quindi anche la denuncia per "falsa attestazione di generalità". La settimana prima si era verificato un episodio analogo: un uomo aveva spaccato il vetro del banco di prima accoglienza quando gli avevano detto che doveva aspettare un po'. Non è la prima volta che solleviamo il problema della sicurezza nelle strutture di pronto soccorso della provincia di Pavia - afferma Oreste Negrini, segretario pavese della funzione pubblica-sanità per la Cgil - Abbiamo segnalato criticità in molti ospedali. Abbiamo chiesto di mettere ovunque dei sistemi di allarme in contatto con le forze dell'ordine, ma servono anche una vigilanza privata - armata - in grado di intervenire velocemente in caso di necessità, come avviene già oggi al San Matteo di Pavia. A settembre chiederemo un incontro all'azienda ospedaliera per risolvere questo problema. ©RIPRODUZIONE RISERVATA