La Tobin tax non piace, ma l'Ue non molla

ROMA Il crollo delle Borse e il rallentamento dell'economia negli Stati Uniti e in Europa rafforza le critiche verso la proposta franco-tedesca della Tobin tax sulle transazioni finanziarie. Ma la Ue, sotto la spinta dei due Paesi, non demorde e ribadisce che verrà presentata prima del G20 di inizio novembre e riguarderà non solo la zona euro ma tutta l'Unione, compresa quindi la Gran Bretagna che ha già annunciato battaglia. Da analisti e operatori si sottolineano gli svantaggi e i rischi per il sistema finanziario europeo di un'imposta non applicata globalmente, in un momento peraltro in cui sulle banche del Vecchio Continente torna ad allungarsi lo spettro di fallimenti. Non giova nemmeno la notizia secondo cui la Fed avrebbe messo sotto osservazione le filiali delle principali banche europee negli Usa, preoccupata dal livello di finanziamento di tali istituti mentre la Bce ha dovuto varare, per la prima volta da febbraio, un prestito a sette giorni per 500 milioni di dollari a una singola banca (la cui identità non è stata rivelata) a un tasso dell'1,1%, superiore quindi all'interbancario. Un sintomo quindi di estrema urgenza per l'istituto di credito, anche se forse non un segnale di malessere per l'intero sistema. Il costo del rischio per assicurarsi da un fallimento delle banche europee è comunque salito a livelli superiori a quelli successivi al crollo di Lehman Brothers. L'indice iTraxx, che include i cds su 25 banche e assicurazioni europee, riporta la Bloomberg, è balzato negli ultimi 20 giorni del 37% a quota 237 punti base contro i 149 del settembre 2008, e i 211 del marzo 2009, a causa del rallentamento nella raccolta da parte dei gruppi bancari e dei timori dell'impossibilità di nuovi salvataggi in caso di difficoltà. Contro la Tobin Tax, dopo i dubbi e la critiche aperte espresse ieri da diversi Stati fra cui Gran Bretagna e Olanda, si è espresso oggi il direttore operativo dell'IIf Charles Dallara che, in un'intervista a Bloomberg tv, giudica molto discutibile l'ipotesi di una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie rilanciate da Francia e Germania oltre che dalla Commissione Europea. Il direttore dell'associazione, che rappresenta 400 banche e assicurazioni e che ha svolto un ruolo chiave nella partecipazione dei privati al secondo piano di aiuti alla Grecia, spiega che i governi devono guardare al di là della attuali proposte.