Prezzo del riso «Vanno condivise le informazioni»

SARTIRANA Mercato del riso in crisi? A giudicare dalle ultime quotazioni del mercato si direbbe di sì. I prezzi dei risi superfini, in particolare Arborio e Carnaroli, ma anche i comuni come Balilla e Selenio sono crollati nelle ultime settimane e, di conseguenza, le contrattazioni si sono molto rallentate, nonostante in questo finale di campagna nei magazzini dei produttori sia rimasto poco riso. E' il mercato che improvvisamente non chiede più riso o si è in presenza di una forzatura dell'industria agroalimentare che vuole abbassare i prezzi in vista della nuova campagna? La maggior parte degli agricoltori è convinta che il consistente ribasso dei prezzi di queste settimane sia stato pilotato dagli acquirenti e non imposto dal mercato: non sarebbe nemmeno la prima volta che succede – commenta Giovanni Daghetta, presidente della Cia di Pavia e risicoltore a Robbio – L'industria, invece, sostiene che siamo in presenza di un calo di domanda da parte del mercato tale da rendere difficile per la nostra industria collocare il prodotto se non abbassando il prezzo. E non è nemmeno impossibile che sia così, ma noi produttori non abbiamo a disposizioni informazioni precise e sufficienti a convincerci di questa tesi. La soluzione potrebbe arrivare dall'intesa tra i soggetti della filiera, a partire dall'accordo interprofessionale siglato nello scorso dicembre tra le organizzazioni professionali agricole e dall'industria. Si dovrebbe partire da una condivisione delle informazioni sia sulla produzione che sui costi e sui mercati – aggiunge Daghetta – In parte questi dati sono forniti dall'Ente nazionale risi, ma riguardano solo la produzione. Vanno completati con gli aspetti che mancano, cioè costi e mercati, per diventare una base seria per programmare i comportamenti del settore. Non dovrebbe essere impossibile, nell'interesse di tutti, attuare quanto previsto dall'accordo interprofessionale. Certo, se tutti accettano di farlo. Umberto De Agostino