«E gli agricoltori pagano più degli altri»

Le profumate pesche gialle di Volpedo non si sono svalutate, a differenza di quanto succede nel resto d'Italia per quasi tutti i prodotti delle filiere agricole. Questo perché la filiera della cooperativa Volpedo Frutta, 160 soci di cui 40 oltrepadani, è corta: niente intermediari, niente mercati generali. I prezzi: 1,50 euro al chilo per una cassetta da 15 pesche, 1,20-1,40 per una da 20 e 90 centesimi per una da 26 pesche, quelle più piccole. Noi puntiamo su un prodotto di qualità, capace di distinguersi da solo sui banchi della grande distribuzione come Esselunga, Coop e Iper – spiega il direttore commerciale Giampiero Chiapparoli – Coltiviamo solo varietà che possono essere raccolte quando giungono a maturazione. PAVIA Le organizzazioni agricole si uniscono per contrastare la crisi dell'ortofrutta. L'obiettivo è riequilibrare la bilancia che ora pende a favore della grande distribuzione. Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoscritto un documento comune. La crisi è dovuta a una componente congiunturale e, soprattutto, a fattori strutturali in quanto si sono dimostrate inefficaci le misure relative alla programmazione, commercializzazione e promozione che hanno favorito prevalentemente, anche se indirettamente, il sistema della distribuzione – spiega Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – Pertanto, è necessario intervenire con un piano di ristrutturazione del settore che preveda un adeguamento della strategia nazionale dell'attuazione dell'organizzazione di mercato dell'ortofrutta, che tenga conto, in particolare, della prevalenza delle risorse destinate alle fasi di produzione agricola. Diverse le misure che devono essere adottate. Occorrono l'attivazione di un fondo mutualistico per affrontare le crisi, lo sviluppo di polizze multirischio, una riconversione varietale, la ristrutturazione delle attività commerciali delle organizzazioni dei produttori per evitare conflitti e concorrenza, rivedendo la normativa nazionale per la loro costituzione unicamente su base agricola – aggiunge Walter Cibrario, presidente dell'Unione agricoltori di Pavia, aderente a Confagricoltura – E poi servono una migliore trasparenza della filiera commerciale, la razionalizzazione delle modalità di confezionamento, la definizione di un soggetto nazionale che in trasparenza assicuri le previsioni produttive, di mercato e di consumo, misure per il contrasto alla concorrenza sleale e il sostegno nei confronti di Bruxelles dell'aumento dell'indennità di ritiro. Inoltre, le organizzazioni agricole ritengono urgentissimo un autorevole intervento del ministero per le Politiche agricole nei confronti della grande distribuzione organizzata, finalizzato a sottoscrivere l'accordo interprofessionale per le pesche e le nettarine, e a ridurre i tempi di pagamento sui prodotti deperibili. Umberto de Agostino