Trovato morto in casa dopo otto giorni
Giuseppe Seminara nel 2006 era stato anche costretto a vivere in auto per oltre un mese. Viveva all'interno di un'Alfa 75 e aveva lanciato un appello pubblico per riavere l'appartamento di via Scala 14. Il problema – aveva detto – è la mia invalidità al 75 per cento. Ho bisogno di assumere un farmaco ben tre volte al giorno, un medicinale che può essere conservato solamente in frigorifero. E non ho certo un frigorifero da tenere a bordo dell'auto. Seminara si era rivolto agli assistenti sociali senza ottenere risposta: gli era stato proposto il dormitorio pubblico ma restava il problema delle pastiglie. Poi era tornato a vivere nell'appartamento della Scala dove, ieri mattina, è stato trovato morto dopo almeno otto giorni. Una vita, quella di Giuseppe Seminara, quindi segnata da una lunga serie di sfortune legate soprattutto alla salute. di Adriano Agatti wPAVIA Era riverso sul pavimento del salotto, a fianco c'era una grossa macchia di sangue. E' stato ritrovato così il corpo di Giuseppe Seminara, un uomo che aveva 52 anni e abitava all'ultimo piano del palazzo in via Scala 14/E. Una storia di solitudine molto triste che si è conclusa nel più tragico dei modi. Il decesso sembra risalga ad almeno otto giorni fa: le cause saranno chiarite dall'autopsia. Gli agenti della volante hanno aperto un'inchiesta e, da un primo sopralluogo eseguito all'interno dell'appartamento, sembra esclusa la morte violenta. Nelle stanze non ci sono segni che possano far avanzare l'ipotesi di un litigio e non manca nulla. Sul corpo di Giuseppe Seminara non sono stati notati segni di violenza. La perdita di sangue potrebbe essere stata provocata dal trauma della caduta sul pavimento. Il macabro ritrovamento è stato effettuato ieri mattina grazie al vicino di casa Antonio Gaglianico. L'uomo abita, con la sua famiglia, nell'appartamento di fronte a quello dove si è verificata la tragedia. Era da qualche giorno che avevo dei sospetti – spiega l'inquilino del palazzo di via Scala – perchè la sera, quando uscivo a fumare, vedevo e sentivo che la televisione del vicino era sempre accesa. Ma non ci facevo caso. Lui era una persona schiva e, a volte, anche scorbutica per cui ho pensato di farmi i fatti miei. Del resto non si sentivano odori particolari che uscivano dalla porta davanti alla nostra. Ma nemmeno rumori. Ieri mattina l'inquilina del piano di sotto ha bussato a casa mia. Ha avuto un lutto in famiglia e il rumore delle televisione di Seminara dava fastidio. Mi ha pregato di dirgli di abbassare il volume. E così ho suonato il suo campanello. Ma non rispondeva. L'ho chiamato: nessuna risposta. E così ho telefonato ai vigili del fuoco. I pompieri sono arrivati con l'autoscala, sono entrati da una finestra nell'appartamento al terzo piano da una finestra aperta. E hanno fatto la macabra scoperta. Il corpo di Giuseppe Seminara era riverso a pancia in giù sul pavimento del salotto. L'allarme è scattato con le telefonate alla questura e al 118. Il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. Da un primo esame sembra che sul cadavere non ci siano segni di violenza ma sarà l'autopsia a dire l'ultima parola. Non lo vedavamo da una settimana o poco più – conclude Antonio Gaglianico – quindi la morte potrebbe risalire alla scorsa settimana. Aveva vissuto per un certo periodo di tempo con una donna che, per quanto ne sappiamo noi, se n'era andata circa due mesi fa. Non aveva parenti. La sua vita è stata segnata dalla sfortuna. Mi spiace tantissimo.