«Un governo economico per l'Europa»

di Andrea Di Stefano wMILANO Niente Eurobond, almeno per ora. Ma al più presto un governo economico per l'Europa perché l'euro è il nostro futuro e la base del nostro benessere. Il messaggio lanciato dal presidente francese e dalla cancelliera tedesca è molto forte: un "governo di natura economica" che si riunirà una volta al mese è la proposta che "già domani mattina" verrà inviata a Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio d'Europa. Si chiude la prima era dell'euro e se ne apre una nuova, che è destinata a portare all'armonizzazione fiscale e delle politiche economiche. Il ricostruito asse franco-tedesco si candida, se mai ci fosse stato qualche dubbio, a guidare a tutti gli effetti l'economia dell'Euro e detta una condizione molto netta: l'introduzione nelle carte costituzionali dei paesi aderenti alla moneta unica del vincolo del pareggio di bilancio. La regola d'oro che i paesi dell'Ue a 17 adottino prima dell'estate 2012, ha detto il presidente francese. Per la Merkel, l'inserimento della regola d'oro nelle Costituzioni, permetterà di attivare in tutti i paesi gli organismi di controllo per arrivare a raggiungere l'obiettivo. La regola d'oro, ha sottolineato Sarkozy, significa che i piani quinquennali dovranno prevedere una traiettoria con in prospettiva un ritorno all'equilibrio di bilancio, ha detto il presidente francese. Francia e Germania rilanciano anche la tassa sulle transazioni finanziarie: I ministri delle Finanze tedesco e francese - ha dichiarato Sarkozy - hanno posto sul tavolo una proposta comune di un prelievo fiscale sulle transazioni finanziarie. I due leader non chiudono del tutto agli Eurobond: Non sono la soluzione in questo momento, ha detto Angela Merkel, servirebbero a garantire la tripla A al debito di tutti i Paesi della zona euro, ma creare un meccanismo per cui Francia e Germania garantiscano per il debito di tutti, senza poter averne il controllo, andrebbe a minare la credibilità dei nostri Paesi. Giudizio positivo sulle manovre di Italia e Francia: Italia e Spagna hanno preso in questi giorni decisioni estremamente importanti per la credibilità della zona euro, ha detto Sarkozy. La cancelliera tedesca è intervenuta anche sui dati economici che ieri hanno materializzato lo spettro di una frenata dell'economia più forte d'Europa con il pil tedesco fermo ad un +0,1% nel secondo trimestre: Non possiamo dipendere da ogni piccola oscillazione congiunturale. Non voglio essere pessimista: nonostante le cifre credo siamo su una buona strada. Quest'anno in Francia e Germania la crescita è stata buona. La frenata tedesca è stata prodotta da un forte rialzo delle importazioni e dalla flessione della dei consumatori tedeschi. Rivisto al ribasso il Pil tedesco del primo trimestre all'1,3% dall'1,5% della prima lettura ma la crescita sul primo semestre del 2010 rimane ad un +2,8%. Tutti i dati puntano verso una stagnazione in Eurolandia nel secondo trimestre. Secondo la stima di Eurostat il pil è cresciuto di un modesto 0,2% nel secondo trimestre dell'anno sia nella zona euro che nell'Ue contro un +0,8% in entrambe le aree nel primo trimestre. Su base annua il pil è cresciuto dell'1,7%, dopo il +2,5% del trimestre precedente. L'economia è ferma in Francia e Portogallo, quasi in stallo anche nei Paesi Bassi (+0,1%) mentre la Spagna ha registrato un +0,2% come nella media. L'Italia, con +0,3%, è lievemente sopra alla media ma su base tendenziale è cresciuta la metà rispetto alla media (+0,8% su una media di 1,7%). Crescita debole, ad aprile-giugno rispetto al secondo trimestre 2010 anche per il Regno Unito: +0,7% mentre la Francia può annoverare un incremento dell'1,6% ©RIPRODUZIONE RISERVATA.