Piazza Berlinguer, le mail intasano il Comune

di Marianna Bruschi wSAN MARTINO SICCOMARIO Le proteste dei cittadini di San Martino contro la proposta di cambiare nome a piazza Berlinguer non vanno in vacanza. Dopo la lettera-appello firmata da quaranta persone, ora parte una seconda iniziativa: "bombardare" di email il sindaco, il vice e il Comune. Una tecnica conosciuta come "mail bombing" (letteralmente bombardamento postale) usata come attacco informatico (con appositi programmi che fanno tutto in automatico) ma che i residenti di San Martino hanno rivisto in chiave più casalinga per far sentire la propria voce alla giunta di centro destra. Intanto l'opposizione in consiglio comunale prepara una risposta, negativa, alla giunta. Sono già state inviate una decina di email. Siamo assolutamente contrari al fatto che la giunta comunale di San Martino abbia deciso, in solitudine, di mutare il nome di piazza Berlinguer in piazza Unità d'Italia – stanno scrivendo i cittadini a sindaco e vice sindaco – Giudichiamo questo atto come una provocazione, un fatto grave, una decisione dettata da irresponsabilità e prepotenza ideologica. La toponomastica esistente non è mai stata toccata o modificata da nessuno. E chiedono di dedicare l'Unità d'Italia a un'altra strada, a un altro luogo. E si preparano ad altre iniziative, dopo la lettera appello stanno pensando a una vera e propria raccolta firme. Che noi appoggeremo – dice Ivo Prigioni, consigliere Pd, in minoranza a San Martino – Noi siamo contrari al cambiamento, vogliamo preparare un'interpellanza da portare in consiglio comunale.Per salvare la piazza dedicata all'ex segretario del Pci si sta creando un gruppo di cittadini che segue la vicenda da vicino, anche sul web, tramite il gruppo Facebook Giù le mani da piazza Berlinguer. Al rientro dalle ferie il sindaco Vittorio Barella ha già detto che convocherà una giunta. Bisogna aspettare che siano rientrati tutti e parlarne, spiega Barella. Da valutare la possibilità di cambiare idea, prima di portare la proposta in Consiglio. Sindaco e giunta non coinvolgono i consiglieri di maggioranza, o almeno io non ne so nulla – dice Flavio Crea, ex assessore licenziato da Barella e rimasto consigliere in maggioranza – Quando il sindaco spiegherà le motivazioni, allora vedremo cosa è giusto fare. In attesa del Consiglio comunale la giunta si ritroverà la casella di posta elettronica intasata dalle richieste di cittadini che non approvano il cambiamento.