Taglio ai municipi, l'Oltrepo si ribella

Per Bruno Tagliani, presidente della Comunità montana dell'Oltrepo e sindaco del Brallo, la riduzione delle entità comunali rischia di far perdere identità al territorio, dove il municipio rappresenta un punto di riferimento e una forma di democrazia diretta e di partecipazione ai processi decisionali che rischierebbe di perdersi in macrostrutture. Tagliani propone il modello francese: la gestione della rete di servizi demandata a livello sovracomunale, ma lasciando i riferimenti istituzionali. La soppressione dei comuni – insiste – non fa risparmiare, il personale in esubero dovrebbe essere comunque riassorbito. Quanto ai costi della politica, se lo si rapporta ai comuni con meno di mille abitanti, sono risibili. E il futuro della Comunità montana? La Regione ha delegato la politica di sviluppo dei territori, la gestione dei servizi è già avviata all'accorpamento. Ma pensare di sopprimere i comuni è un'accelerazione senza senso, tanto più nel territorio collinare e montano. Al Brallo ci sono 25 acquedotti, 8 cimiteri, 70 chilometri di strade comunali. Chi se ne occuperebbe se il municipio chiude i battenti?. Giorgio Remuzzi guida il Gal, Gruppo Alto Oltrepo. Noi ci occupiamo dei progetti comunitari e dei Piani Leader, speriamo in futuro di poter avere sempre maggiore presenza sul territorio. Per quanto concerne gli accorpamenti dei Comuni, posso dire che da un lato c'è la necessità di risparmiare e di adottare , dall'altro occorre anche osservare come la presenza di un Comune sia strategica a livello di punto di riferimento per la comunità ed il territorio. Uniti comunque si puo' salvare la nostra zona, che ha grossi problemi di spopolamento, tentando di migliorare i servizi. di Carlo Gobbi e Roberto Lodigiani wVOGHERA L'Oltrepo dei municipi rischia di restare azzoppato. Su 78 comuni, ben 47 sono sotto la soglia dei mille abitanti fissata dalla manovra finanziaria del governo per evitare l'accorpamento con i centri vicini. Si passa dalle 75 anime di Rocca de' Giorgi alle 980 di Campospinoso, ma fra i sindaci, da destra a sinistra, si respira un clima di rivolta contro una misura ritenuta per lo più inutile ai fini del contenimento della spesa pubblica e dannosa per la collettività locale. Poche le voci fuori dal coro che appoggiano il provvedimento, comunque destinato a diventare operativo solo alla scadenza dei mandati amministrativi. Il risanamento finanziario non può certo passare dagli enti locali – sbotta Gianmaria Testori, primo cittadino di Pietra de' Giorgi – Gli sprechi sono altrove, qui i costi della politica sono risibili. Come sindaco, prendo 420 euro al mese a cui bisogna sottrarre l'Irpef. Di tentativi di mettere insieme i servizi fra più comuni ne abbiamo già fatti tanti, ma l'esperienza dimostra che non si risparmia nulla. E poi i servizi sociali e la viabilità minore non può che essere affidata ai piccoli comuni, a maggior ragione in un territorio frazionato come quello collinare. Noi a Pietra abbiamo trenta frazioni. Paolo Fasani guida il Comune di Campospinoso, vicinissimo alla soglia dei 1000 abitanti (attualmente manca solo di 20 unità questo limite): La vedo come un'opportunità e non una forzatura, del resto noi da anni stiamo lavorando come Unione dei Comuni insieme ad Albaredo Arnaboldi, e stavamo pensando ad un accorpamento. Resta solo da vedere se si tratta di accorpamenti tipo alla francese, dove c'è la condivisione dei servizi ma il mantenimento della municipalità, oppure se si procederà in altro modo. Ancora Fasani: Resta da fare un'altra considerazione, cioè se il tutto potrà andare in porto effettivamente come si sta dicendo in questi giorni. Posso anche dire che vedrei bene, per quanto ci riguarda, un arrivo di un terzo Comune. Non faccio nomi, ma penso ad esempio ad un fatto: se un Comune con 500 abitanti dovesse essere lasciato solo, con chi potrebbe fondersi? Fra le problematiche da tenere in considerazione, anche il fatto di far capire alla popolazione il senso e la portata di un discorso di questo tipo. Il campanile resta sempre un fattore da tenere nella debita considerazione. Fasani conclude ricordando come si stia lavorando da parte del Comune di Campospinoso ad una nuova sede del Municipio, in una collocazione davvero equidistante da Campospinoso ed Albaredo, una collocazione-simbolo dei discorsi che stiamo portando avanti. C'è anche chi preferisce non fare commenti ufficiali, come ad esempio il primo cittadino di Rovescala, Andrea Luca Portinari: Finchè non ci saranno documenti ufficiali su quello di cui si sente parlare in questi giorni su stampa e in televisione non mi esprimo su questo argomento. E' la posizione assunta anche dal primo cittadino di Casatisma, Vittorio Castagnola: Il discorso è ancora a livello embrionale – spiega – si potranno fare valutazioni di merito solo quando ci saranno tutte le carte in tavola. La prospettiva dell'accorpamento non spaventa, invece, Giorgio Falbo, borgomastro di Barbianello. Potremmo fonderci con Casanova Lonati – osserva – che ormai è praticamente attaccata a noi e il problema è già risolto. Del resto, la strada delle unioni siamo stati fra i primi ad intraprenderla, con Casanova, Pinarolo e Santa Giuletta. A mio avviso, è giusto tagliare i comuni più piccoli, quelli che hanno una sola impiegata che si ammala sono ridotti alla paralisi. Sono favorevole alle fusioni e in ogni caso penso che Barbianello resterebbe comune capofila. ©RIPRODUZIONE RISERVATA