Invasione di bruchi e larve in municipio e in tribunale

VIGEVANO Invasione di larve di farfalla nell'aula magna e alla segreteria del Tribunale, in municipio e nelle case. Pioggia di segnalazioni in Comune e l'area Ecologia, invasa a sua volta, chiama l'entemologo. Che individua nell'Eilema la specie dei bruchi neri trovati a manciate sulle pareti degli edifici pubblici e privati. Ma non è processionaria e non sono urticanti, ha garantito l'esperto. Ci siamo mossi subito per capire di quale natura fossero – ha spiegato l'assessore all'Ambiente Mauro Facchini – Noi stessi le abbiamo nei nostri uffici, ma per fortuna basta l'insetticita. Particolari disagi non ne danno. Problema circoscritto, quindi, anche se in via preventiva l'Asl di Pavia è stata messa al corrente del fenomeno. Alla vista si presentano come larve lunghe non più di un centimetro e larghe pochi millimetri, ricoperte da una leggera peluria che le rende molto simili all'Euprottide, altra specie di lepidotteri diffusa in questo periodo che causa invece irritazioni alla pelle, le stesse per cui l'amministrazione comunale ha avviato il monitoraggio di parchi e aree verdi su invito del Parco del Ticino. I bruchi di Eilema non saranno dannosi ma non è piacevole averli in casa o sulla scrivania dell'ufficio: tutte osservazioni condivise con il Comune all'indomani del sopralluogo dell'entemologo, quando ormai era stata scartata l'ipotesi processionaria. Nota di colore, ieri l'altro, durante la direttissima che ha portato alla condanna dei due ragazzi di Cologno Monzese arrestati dopo il furto-spaccata a Mortara, l'avvocato d'ufficio e gli imputati sedevano tra i banchi ricoperti di vermetti morti. E ancora ieri, ad aula magna deserta, ce n'erano altri sui banchi delle prime due file e altri ancora appesi ai muri. Stessa situazione al primo piano del Tribunale, negli uffici della segreteria del personale. L'esperto ha spiegato che sono larve di farfalla che si nutrono di muschi e licheni e si annidano tra le tegole dei tetti, hanno riferito dall'ufficio Ecologia del municipio. E soprattutto sono altro rispetto alle altre larve per cui abbiamo ricevuto l'allerta del Parco del Ticino. Il municipio consiglia quindi di eliminare i bruchi innocui, concentrandosi piuttosto a tenere sotto controllo l'arrivo di quelli urticanti là dove si ci sono querce, olmi, tigli, salici, castagni, faggi, aceri, pioppi, robinie, piante arbustive spontanee, i più comuni alberi da frutto e le latifoglie ornamentali. Le larve si nutrono delle foglie di queste essenze e se presenti in gran numero possono spogliare completamente la pianta. L'ufficio Ambiente ha diramato la nota del Parco al settore Lavori pubblici e polizia urbana. (si.bo.)