Fare la spesa costa il 3,4% in più
di Robert Tosin wROMA Vacanze sempre più care, costi per i carburanti alle stelle. Per non parlare poi del carrello della spesa, oggetto di veri e propri salassi. Colpa dell'inflazione che viaggia al galoppo. L'Istat ha calcolato al 2,7% quella tendenziale, addirittura al 3,4% quella riferita ai beni di necessità quotidiana. Caffè e zucchero in un anno sono aumentati rispettivamente del 12,6% e dell'11,2%. Ovviamente la stagione ha contribuito non poco nella scelta degli aumenti: le vacanze costeranno carissime. I campeggi hanno ritoccato al rialzo i loro prezzi arrivando al 20,6%, le pensioni si sono limitate a un +5,5%, gli stabilimenti balneari all'11,6%, i pacchetti vacanze a + 8,5%. Se lo spavento arriva al momento di pagare il conto dell'albergo, anche giungere a destinazione diventa una sfida ai portafogli sempre più vuoti dell'italiano. Il trasporto aereo è aumentato del 14,7% su base mensile (+13,4% su base annua), i traghetti, invece, si sono accontentati di un +7,4%. Chi viaggia in treno può così consolarsi con un aumento dello 0,4% rispetto a giugno, anche se da inizio anno muoversi su rotaia costa l'8,7% in più. Però non c'è scampo. Se qualcuno decidesse di non fare ferie e di non muoversi da casa, non si illuda di sfuggire al caro vita. Anche le pareti domestiche non danno pace sul fronte dei conti, visto che il tasso d'inflazione tendenziale è al 5 per cento per quanto riguarda il rifugio domestico, soprattutto per l'aumento dei prezzi di acqua e luce. I beni energetici si segnalano per un aumento congiunturale del 2% che ha determinato una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (10,7% dal 9,3% di giugno). I beni quotidiani mantengono grosso modo il tasso inflattivo del mese precedente, ma dal 2008 sono stabilmente al vertice massimo. Rincari top per zucchero e caffè, ma anche la farina segna un +6,2% e vola pure la frutta fresca che sullo scaffale ha visto il prezzo lievitare del 13,9 per cento. E questo, dicono le associazioni degli agricoltori, a fronte di una remunerazione all'origine che invece va a picco. La colpa, sostengono, è l'aumento dei carburanti che producono un aumento dei costi sempre meno sostenibile per le famiglie. Fedeconsumatori e Adusbef hanno fatto i conti di quanto costa l'inflazione alle famiglie italiane: 251 euro annui in più per i consumi alimentari e 488 per i carburanti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA