Tre agli arresti in casa senza nessuna assistenza

VERRUA PO Saranno pure persone che hanno sbagliato, ma invece che lasciarli agli arresti domicialiari sembra che li abbiano condannati a morte. Gian Carlo Cattaneo è un sessantenne pavese che da poco tempo si è trasferito a vivere a Verrua Po, in una vecchia cascina in via Bottarone. Come vicini ha tre romeni di 49, 41 e 32 anni, due donne e un uomo. Un mese e mezzo fa li aveva accompagnati a fare la spesa, all'Iperdì di Cigognola, lungo la via Emilia. Solo che i tre, invece di farsi un giro e, magari, qualche acquisto, hanno rubato due magliette, una scatola di formaggi e poche altre cose, il tuto per 70 euro di valore. Sorpresi dal vigilante, invece di fermarsi, lo hanno strattonato. Risultato: da un semplice furto il reato commesso è diventato di rapina aggravata e rischiano di scontare da un minimo di tre, fino a dieci anni di carcere. Il giudice, all'udienza di Voghera, li ha messi subito agli arresti domiciliari. Peccato che non hanno nessuno che faccia la spesa per loro o che procuri i generi alimentari minimi per la sussistenza. Il vicino e la sua compagna sono gli unici che fanno qualcosa: Senza di noi sono spacciati. Essendo estate possono procurarsi qualche pomodoro nell'orto. Ma di più non hanno. Se non ci fossimo noi potrebbero realmente morire. Cattaneo racconta di un'esistenza davvero difficile, in una casa conciata veramente male, con porte e finestre che si chiudono a stento e una situazione igienica generale perlomeno precaria. Abbiamo provato a interessare il Comune, ma non fanno niente, non si muovono - spiega Cattaneo - anche se questi sono residenti da queste parti. Nei giorni scorsi la donna più giovane, che ha 41 anni, ha perso un bambino. Poi l'uomo è stato ricoverato per un altro problema. Questi sono stati condannati a morte - sbotta Cattaneo - altro che arresti domiciliari. Non possono fare niente di niente. I controlli? Almeno due o tre volte al giorno. Arrivano i carabinieri anche alle due o alle cinque del mattino. Entrano, facendo anche parecchio rumore, ma loro non si spostano. Sono sempre segregati in casa. I tre, da un punto di vista giuridico, sono in attesa di giudizio. L'avvocato che li assiste è stato nominato d'ufficio dal tribunale, perché non hanno soldi per pagarselo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA