Il debito sfonda il tetto di 1900 miliardi

di Manolo Morandini wROMA La prima volta oltre i 1.900 miliardi di euro. È salito per il terzo mese consecutivo il debito pubblico italiano. La cifra ufficiale di 1.901,919 miliardi a giugno è riportata nel supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla finanza pubblica. Ma l'importo riguarda lo stock di debito e non il suo rapporto con il prodotto interno lordo, che è il dato utile ai fini del patto di stabilità europeo. Ciascun neonato in Italia si trova con un debito pubblico di 31.700 euro, calcolano Adusbef e Federconsumatori. Nel mese di giugno dunque lo stock di debito pubblico italiano è aumentato di 4,354 miliardi di euro rispetto ai 1.897,565 miliardi di maggio, mese in cui aveva toccato il precedente record. E rispetto alla fine del 2010 il debito pubblico a giugno è cresciuto, sempre nel dato assoluto e non nel rapporto con il prodotto interno lordo, del 3,19% (+58,9 miliardi), mentre rispetto a giugno dell'anno precedente lo stock è aumentato del 4,25%. È un nuovo record che include la quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'European financial stability facility (Efsf) al Portogallo, pari a 1,4 miliardi di euro, ovvero il fondo europeo che si propone di preservare la stabilità finanziaria all'interno dell'unione monetaria fornendo aiuti finanziari temporanei agli Stati membri in difficoltà. L'avanzo di cassa registrato a giugno è di 1,6 miliardi, inferiore di 4,9 miliardi rispetto a quello del corrispondente mese del 2010. Un calo che per Bankitalia è imputabile, oltre ai prestiti erogati dall'Efsf in favore del Portogallo, alla contrazione delle entrate fiscali per lo slittamento al mese di luglio di alcune scadenze d'imposta. Nel primo semestre il fabbisogno si è attestato a 48,2 miliardi, superiore di 1,6 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Escludendo le erogazioni in favore della Grecia e la quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'Efsf, il fabbisogno nei primi sei mesi è diminuito di 1,6 miliardi. E il miglioramento sarebbe attribuibile principalmente all'aumento delle entrate fiscali, parzialmente controbilanciato dall'incremento della spesa per interessi. Da gennaio a giugno, infatti, le entrate tributarie si sono attestate a quota 176,479 miliardi di euro, in crescita dell'1,3%, più 2,3 miliardi rispetto al corrispondente periodo del 2010. Ma nel mese di giugno alla stessa voce contabilizzata nel bilancio dello Stato si registra una diminuzione di 5,1 miliardi, pari al 12,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2010. Adusbef e Federconsumatori, dopo la nuova crescita del debito pubblico, chiedono alla Banca d'Italia e la Bce di farsi carico di ridurlo cedendo riserve auree per 100 miliardi, frutto dei sacrifici degli italiani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA