«Litigavamo, l'ho ucciso»
MONZA Il diciassettenne ecuadoregno fermato con l'accusa di aver ucciso a Sovico (Monza) Lorenzo Cenzato, è stato trasferito al carcere minorile Beccaria di Milano. L.M., residente a Vedano al Lambro, è accusato di omicidio volontario. Ha ammesso di aver colpito Cenzato con un coccio di bottiglia. Secondo fonti investigative, sono escluse al momento altre ipotesi: l'omicidio è avvenuto per futili motivi dopo una lite scoppiata nel parco di fronte alla biblioteca comunale. Una questione di scuse chieste e non date, una discussione banale finita in tragedia. Il ragazzo è incensurato, ma gli investigatori stanno cercando di capire se L.M. è vicino alle bande sudamericane presenti nella provincia di Milano. A casa di Lorenzo, la mamma non usa parole d'odio verso il ragazzo ecuadoregno ed è lei a riportare la calma nel paese dove dopo l'omicidio era salita la tensione con gli immigrati. Non ho bisogno di perdonare chi ha ucciso mio figlio - ha detto Carolina la madre di Lorenzo in lacrime accogliendo amici e parenti - perché nemmeno per un attimo ho pensato di odiarlo. Mio figlio era un ragazzo che rubava l'affetto, ci abbracciavamo sempre. Era un ragazzo vivace, allegro, contento, fiducioso negli altri, e infatti aveva tanti amici, soprattutto stranieri. Era alla vigilia di una svolta importante: si era iscritto a un corso della scuola agraria, voleva diventare giardiniere.