Bosone: «La Lomellina ha già troppi impianti»

VIGEVANO Noi non vogliamo importare amianto da altre province e non intendiamo esportarne. La discarica progettata per Ferrera è sovra-dimensionata rispetto alle esigenze della nostra provincia e, inoltre, presenta diversi aspetti problematici, come la vicinanza della falda acquifera, che sono alla base di tutti i nostri dubbi sulla presenza di un impianto del genere a Ferrera. Il presidente della Provincia, Daniele Bosone, era l'altra sera a Vigevano, alla festa democratica: un'occasione per parlare dei temi più urgenti riguardanti l'attività e le scelte dell'amministrazione provinciale. In primo luogo, l'ambiente. Presidente Bosone, quali sono le vostre perplessità sulla discarica di Ferrera? Perché aree già sottoposte a stress ambientale, come Ferrera e Sannazzaro, devono subirne altro? La discarica progettata a Ferrera è certamente un elemento di stress aggiuntivo per quella zona. Prima del nostro arrivo, la gestione politica dell'ambiente era un fatto quasi notarile, una presa d'atto di quel che veniva proposto, con situazioni che hanno portato ad esempio alla vicenda della Cre di Lomello. Io ritengo invece che la Provincia abbia un ruolo preciso in campo ambientale. Sicuramente c'è una sensibilità ambientale cresciuta in Lomellina, e noi abbiamo progetti di sviluppo agro-ambientali per questo territorio. Ci sono anche motivazioni tecniche per dire "no" alla discarica di amianto a Ferrera. Noi vogliamo cercare di impedire che si insedino impianti non compatibili con il progetto di sviluppo che è stato votato dai cittadini di questa provincia. E come pensate di riuscire a impedirlo? A settembre adotteremo in consiglio provinciale le linee di compatibilità ambientale, che creano paletti chiari rispetto allo sviluppo e gli impianti che impattano sul territorio, in modo che un imprenditore sappia quali sono le indicazioni politiche di questa Provincia in termini ambientali. In questi giorni sta esplodendo in caso del bilancio del Comune di Parona, indebitato e passato al setaccio dalla Corte dei Conti. Che cosa ne pensa? Parona ha certamente creato molti posti di lavoro, ma si è formato un polo industriale estremamente pesate dal punto di visita ambientale. Premettendo che è necessario capire bene quali sono i problemi del bilancio di Parona, certo questa vicenda segnala che una volta esaurita l'una tantum delle compensazioni a fronte degli insediamenti, poi un Comune si trova con un problema ambientale aperto e ugualmente con la difficoltà di sostenere la qualità dei servizi, che è parte importante del modo in cui vogliamo vivere nelle nostre comunità. La Provincia ha competenza anche sugli edifici delle scuole superiori. Quale sarà la situazione a settembre? Con i vigili del fuoco stiamo lavorando alla sicurezza delle scuole, e nella variazione di bilancio approvata in questi giorni, abbiamo previsto 125mila euro in più in questo ambito. Però, se non ci verrà permesso di derogare al Patto di stabilità, tra non molto tempo rischieremo di non essere più in grado di garantire l'apertura di tutte le scuole superiori della provincia, a causa dei tagli che subiamo e dei vincoli di spesa. Il problema è che la Provincia doveva investire sulle scuole quando poteva ancora indebitarsi, adesso non è più possibile. Qualche esempio? Ad esempio, quando la Provincia poteva ancora indebitarsi, non avrebbe dovuto farlo per costruire il nuovo palazzetto dello sport a Vigevano. Basti pensare che ogni anno noi spendiamo 700mila euro solo per Vigevano, solamente per gli affitti degli edifici scolastici per le scuole superiori e per pagare il mutuo del nuovo palasport. Se fossero state compiute altre scelte, adesso a Vigevano avremmo un nuovo polo scolastico. Ma ora come possiamo indebitarci per costruire scuole nuove? In questo momento possiamo solo compiere sforzi enormi per cercare di garantire la manutenzione dove serve, tentando comunque di stare nel del Patto di stabilità.(d.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA